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Clio Evans mostra le cicatrici su Facebook come gesto di solidarietà verso Lele Spedicato

Clio Evans ha mostrato le cicatrici su Facebook come gesto di solidarietà verso Lele Spedicato, colpito da emorragia cerebrale il 17 settembre scorso. Ora che il marito nonché chitarrista dei Negramaro è fuori pericolo, ha svelato di essere stata anche lei operata.

La moglie di Lele Spedicato dei Negramaro ha accompagnato gli scatti con la seguente didascalia: «Espongo queste cicatrici come gesto di solidarietà verso il mio amore Lele e verso coloro che stanno lottando per la guarigione. Con il giusto atteggiamento possiamo auspicare a superare le difficoltà che la vita a volte ci mette davanti».

L’attrice ha poi aggiunto: «Era tanto che pensavo di mostrare questa cicatrice, ma ogni volta c’era qualche lavoro da fare e non so perché persino un senso d’imbarazzo con cui confrontarsi. Ma quale imbarazzo? Quello che non ci uccide ci fortifica! Ce la feci allora e ce la stiamo facendo adesso grazie al Cielo, passo dopo passo. Un augurio forte e sincero a tutti coloro che stanno combattendo una battaglia piccola o grande che sia, che Dio vi benedica».

Due mesi fa Clio Evans aveva già postato un messaggio che lasciava intuire di avere già attraversato un altro periodo così difficile. «Già due volte – aveva scritto la moglie di Lele -, per esperienze personali, la natura… il corso degli eventi mi hanno messa davanti all’ineluttabilità della vita. E alla consapevolezza della fragilità umana. Ma adesso è diverso perché lo STOP/PAUSE è accaduto alla persona più bella che io abbia mai conosciuto, al mio presente, al mio futuro. Al mio tutto. All’Amore in persona. Scrivo GRAZIE ad amici vicini e lontani, a sconosciuti e conoscenti, a stars e a fans per il sostegno, per le preghiere e per l’energia positiva che state dimostrando. Sono certa che in qualche modo gli stia arrivando quest’ondata di amore – aveva aggiunto -, incoraggiandolo a reagire ancora più forte. E conoscendolo, anche Lele vi ringrazierebbe con un abbraccio uno ad uno!».