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Consip nella bufera: trema il PD, l’ad Luigi Marroni scaricato dal Governo Gentiloni

Consip nella bufera! Il Partito Democratico di Matteo Renzi e gli ufficiali dell’Arma dei carabinieri tremano… Il Governo Gentiloni adotta la nefasta strategia delle Grandi Purghe, scaricando l’unico non indagato dell’inchiesta scandalo che ha travolto e annientato il Consiglio d’amministrazione della centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana. Il presidente dimissionario Luigi Ferrara è stato iscritto nel registro degli indagati per falsa testimonianza in quanto avrebbe mentito davanti ai magistrati per “coprire” il comandante dei carabinieri Tullio Del Sette, negando che quest’ultimo gli abbia mai parlato di “indagini in corso”. Più volte sentito da Piazzale Clodio in qualità di testimone, Ferrara ha già cambiato la versione dei fatti.

Consip – Foto: Wikipedia.org

Luigi Marroni è stato scaricato dal Governo Gentiloni, pur non essendo indagato, perché è diventato il principale accusatore del braccio destro dell’ex presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi, Luca Lotti, e del padre Tiziano Renzi nonché testimone scomodo di un’inchiesta che sta facendo tremare l’intero Giglio Magico.

“Con l’assemblea del 27 giugno si chiude un’esperienza bellissima per me – ha detto Marroni – Sono un fedele servitore dello Stato e faccio il mio lavoro fino in fondo. È stato un onore lavorare per l’Italia. Non mi fate dire – ha risposto ai cronisti dopo aver incontrato il presidente dell’Anac Raffaele Cantone – Io ho tenuto una linea di dichiarazioni. Sono stato interrogato due volte dai magistrati e ho detto quello che dovevo”.

Nell’audizione del 9 giugno scorso davanti ai pm romani, Marroni ha confermato ciò che aveva già messo a verbale nel dicembre 2016, cioè  che furono il ministro dello Sport Luca Lotti, il generale dei Carabinieri Emanuele Saltalamacchia, Filippo Vannoni, il presidente di Publiacqua, municipalizzata di Firenze, e lo stesso Ferrara (che a sua volta gli disse di averlo saputo dal comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette) a rivelargli la presenza delle miscrospie del Noe nel suo ufficio.