Quantcast

Crollo del Ponte Morandi a Genova, L’Espresso incalza: “Autostrade e Ministero sapevano”

Crollo del Ponte Morandi a Genova: sono 43 le vittime causate, il 14 agosto, dal crollo del viadotto autostradale sulla A10 e nove sono i feriti, due ancora in condizioni critiche. Il settimanale L’Espresso ha rivelato che sia Autostrade per l’Italia sia il Ministero delle Infrastrutture conoscevano la gravità del degrado del viadotto. Anche la Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali a Roma e il Provveditorato per le opere pubbliche di Piemonte-Valle d’Aosta-Liguria a Genova erano ben informati sulla gravità del degrado del viadotto collassato la mattina di martedì 14 agosto.

Crollo del Ponte di Genova – Foto: Espresso.repubblica.it

L’Espresso ha pubblicato anche un importante documento per avvalorare la sua tesi: il verbale della riunione con cui il primo febbraio 2018 il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova rilascia il parere obbligatorio sul progetto di ristrutturazione presentato da Autostrade.

“Il documento, che smentisce quanto la società di gestione continua a dichiarare sull’imprevedibilità del disastro – si legge su l’Espresso -, è firmato tra gli altri dal provveditore, l’architetto Roberto Ferrazza, e dall’esperto esterno, il professore associato della facoltà di ingegneria dell’Università di Genova, Antonio Brencich, che già nel 2016 e più volte nelle interviste tv di questi giorni ha denunciato le condizioni critiche del ponte. Ma nel luogo istituzionale dove portare le proprie osservazioni, in nessuna parte della riunione come dimostra il verbale, nemmeno nel capitolo che riguarda le interferenze con il traffico autostradale, Ferrazza e Brencich prescrivono raccomandazioni sui volumi di traffico che tengano conto delle condizioni dei tiranti, dell’incognita del calcestruzzo. E della conseguente riduzione dei margini di sicurezza, che il crollo ha poi rivelato”.

L’Espresso ha poi aggiunto che l’unico abbastanza critico tra i relatori è Brencich. «Il professore fornisce spunti per migliorare la lettura dei documenti progettuali», annota il verbale. In realtà la sua è una bocciatura totale dei metodi d’indagine scelti da Autostrade per studiare il ponte. Non sono state eseguite radiografie con raggi gamma ai cavi nascosti. Nessun carotaggio. E la stima sulla resistenza del calcestruzzo è definita discutibile: «Il metodo Sonreb-Win è scientificamente ormai ritenuto fallace. Il margine di errore è più-meno 80 per cento (un calcestruzzo di resistenza 40 viene rilevato con resistenza da 8 a 72), mentre la sonda Windsor definisce una penetrazione nel calcestruzzo indipendente dalla resistenza dello stesso: si osserva che la tecnica Windsor è stata abbandonata dal contesto scientifico».