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Daniele Leali su Alberto Genovese: “É stato rovinato dalla droga, alle feste c’erano ragazze arriviste”

Daniele Leali è tornato a parlare dello scandalo che ha travolto il suo caro amico Alberto Genovese durante un’intervista rilasciata al settimanale di cronaca rosa Novella 2000. L’imprenditore e vocalist è sospettato di aver distribuito droga alla festa di Alberto Genovese. Ad accusarlo una ragazza: «C’erano due piatti per tutti. Li ha portati Daniele Leali: in uno c’era 2CB, coca rosa, nell’altro Calvin Klein, chetamina e cocaina».

Daniele Leali e Alberto Genovese – Foto: Instagram

Leali ha respinto queste accuse: «Da Dicembre sono in Italia. Era un viaggio di lavoro già programmato. Dopo l’arresto di Genovese, i dettagli, li ho saputi quando ero a Bali, subito mi sono offerto di collaborare, sarei tornato prima se i pm mi avessero convocato. A oggi non l’hanno fatto. Non ho avvisi di garanzia, per fare chiarezza il mio avvocato Sabino Di Sibio ha presentato la “richiesta 335”, si chiama così. Ha chiesto ai magistrati se ci sono indagini su di me, se entro tre mesi non rispondono, sono estraneo».

Il titolare di un locale a Formentera e di un ristorante a Boracay, nelle Filippine, ha spazzato via l’accusa di una ragazza che ha detto che alla festa di ottobre Leali serviva piatti con la droga rosa: «No, non servivo niente. Ho visto due piatti, in un angolo, con della droga. Erano a disposizione di chiunque. Non so da dove venisse la droga. Presumo se ne occupasse lui personalmente». Ha rivelato che alle feste di Genovese partecipavano diverse ragazze arriviste.

In merito al suo rapporto con Genovese, Daniele ha spiegato: «L’amicizia da parte mia non finisce. Alberto può aver avuto problemi da uomo. Ma è il genio europeo dell’on line, se ha sbagliato, appena potrò, gli farò la predica, rimarrò distante dai suoi errori. Ma l’amicizia e il livello lavorativo rimangono».

Genovese è cambiato nel tempo? «Dall’estate – ha rivelato Leali -, ho visto che stava abusando di droga. Fino a giugno era ok. Dopo ho percepito del pericolo. Spariva per due giorni, si chiudeva in stanza. Gli dicevo: “Alberto devi darti una controllata. Da amico ti consiglio di andarci più piano, questa non è una bella vita”».

Vuole giustificare Genovese? «No – ha detto Leali – Se c’è stata violenza, è giusto che Alberto paghi, capirò che ha una doppia personalità. Ma oggi c’è un’indagine in corso, aspettiamo gli esiti».

Si rimprovera qualcosa? «Avrei voluto farlo desistere da questo stile di vita estremo. Forse, se avessi insistito di più quando gli dicevo di calmarsi… non era facile, lui ha continuato».