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Delitto Melania Rea, ultime notizie : Capelli sul cadavere in secondo momento

Continuano le indiscrezioni riguardo il caso Melania Rea. Molte ipotesi già sono state lanciante al bando dei giornalisti, ma ecco che oggi il caso continua a complicarsi.
Si infittisce e non trova soluzione il caso che riguarda l’omicidio di Melania Rea: l’ultima notizia è stata rilasciata oggi dal Riesame de L’Aquila, dove si stanno occupando del caso che per ora confermerebbe il movente passionale e incastrerebbe come unico colpevole Salvatore Parolisi, attualmente in custodia cautelare in carcere e al quale è stata negata la libertà provvisoria proprio in giornata.

Un’ordinanza rilasciata oggi dal riesame specifica che i capelli rinvenuti sul cadavere della defunta non erano lì al momento dell’omicidio, ma sembra siano stati aggiunti in un secondo momento. La difesa aveva fatto di questi capelli la prova cardine sulla quale basare l’innocenza di Parolisi, al quale non corrispondeva la ciocca rinvenuta sul corpo della 29enne originaria di Somma Vesuviana. Il giudice del riesame però ha analizzato meglio la questione ed è arrivato alla conclusione che si tratterebbe di una non troppo ragionata forma di depistaggio tentata da Parolisi, ad oggi ritenuto l’assassino di Melania.

Il movente sarebbe stato confermato dallo stesso giudice del riesame che valuta come possibile e quasi certa l’intenzione, da parte del caporalmaggiore, di risolvere la pressione che stava ricevendo dalla moglie e dall’amante Ludovica: una questione legata quindi alle relazioni extraconiugali che hanno portato Parolisi all’atto estremo. Già nella prima ordinanza era stata notificata questa possibilità col Gip di AScoli Carlo Calvaresi che aveva descritto tale situazione come la più palese e plausibile.

Il giudice del Riesame comunque ci tiene a discostarsi dalla situazione del momento e sottolinea come il dibattito sul movente debba essere analizzato in seconda sede. L’ordinanza presentata in giornata consta di 23 pagine, tutte riguardanti il movente di Parolisi: inoltre l’intero documento preme sul fatto che nonostante il divorzio sia previsto dal 1970 successivamente ad una modifica di legge, i delitti passionali tra coniugi non sono assolutamente da scartare a priori.

Aggiornamenti online sul caso Melania Rea.

1 ) Delitto Rea, “I capelli sul cadavere forse messi in un secondo momento”

http://www.ilrestodelcarlino.it/

I residui di capelli rinvenuti sul corpo della 29enne di Somma Vesuviana sono stati sempre considerati dalla difesa di Parolisi come una delle possibili prove che l’aggressore non fosse il marito. Ma per il giudice del riesame la traccia potrebbe semplicemente far parte del tentativo di depistaggio messo in atto dall’assassino di Melania.

2 ) Melania, nessuna prova diretta

http://www.tgcom.mediaset.it/

Salvatore Parolisi deve restare in carcere: potrebbe uccidere ancora e inquinare il quadro probatorio. Il Tribunale del Riesame dell’Aquila ha rigettato la richiesta dei difensori del caporal maggiore, accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea. I giudici, pur affermando l’inesistenza di una “prova diretta che comprovi la responsabilità dell’indagato”, confermano la validità dell’impianto accusatorio.

3 ) Melania: fratello, non e’ condanna definitiva

http://www.ansa.it/

(ANSA) – NAPOLI, 23 AGO – ”E’ una decisione che avvalora sempre di piu’ la tesi degli inquirenti, ma noi aspettiamo, restiamo alla finestra, perche’ non siamo di fronte ad una condanna definitiva”. Si esprime con cautela, al telefono con l’ Ansa, Michele Rea, il fratello di Melania Rea sulla decisione del Tribunale del Riesame. ”Aspettiamo la chiusura delle indagini – aggiunge Michele Rea – per ora non sappiamo se Salvatore Parolisi era la persona che abbiamo conosciuto oppure no”. Certo – aggiunge il fratello di Melania Rea – da questa decisione del Riesame escono sconfitti i suoi avvocati, che ne avevano annunciato la scarcerazione, come i nostri. (ANSA).

4 ) Omicidio Rea: per il Riesame Parolisi è l’unico possibile assassino

http://www.abruzzo24ore.tv/

Anche per il Tribunale del Riesame dell’Aquila, Salvatore Parolisi e’ l'”unico possibile autore del reato. Allo stato e’ indubitabile – scrive il collegio giudicante nel provvedimento, che conferma la detenzione in carcere di Parolisi e che lo condanna anche al pagamento delle spese processuali – che la responsabilita’ dell’omicidio debba farsi risalire a Salvatore Parolisi”.