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Di sole e d’azzurro è il secondo brano estratto dall’album Dolcissime Radici di Giovanna Carone

Di sole e d’azzurro è il secondo brano estratto dall’album Dolcissime Radici della cantante pugliese Giovanna Carone. Il video, per la regia di Giuseppe Rosato, propone un intrigante gioco di rimandi con le sequenze delle sessions di registrazione del disco intercalate da immagini dense di poesia. L’elegante timbro vocale della cantante pugliese, incorniciato dal raffinato arrangiamento, esalta il lirismo del testo firmato da Zucchero e le complesse strutture musicali del brano, portato al successo da Giorgia, che gioca su un continuo cambio di registri vocali.

Dolcissime Radici” ha raccolto ampi consensi di pubblico e critica, giungendo ai vertici delle chart internazionali dei network MerginArts negli Stati Uniti d’America e Global Village in Australia, oltre a raccogliere passaggi e presentazioni radiofoniche di prestigio, tra cui quello nel corso della nota trasmissione radiofonica Mundofonías.

Il disco raccoglie undici brani che compendiano l’articolato background artistico e formativo di Giovanna Carone e spazia attraverso sette secoli di storia della musica, dal Trecento alla musica barocca per toccare la moderna canzone d’autore. Filo conduttore del disco è il personale percorso di ricerca dell’artista pugliese intorno alla lingua italiana e alla sua evoluzione in relazione alla musica e alla poesia.

Ad accompagnare la cantante barese in questa nuova avventura musicale è un gruppo a geometrie variabili composto da alcuni tra i migliori strumentisti della scena musicale italiana: Leo Gadaleta (arrangiamenti, violino acustico ed elettrico, piano Rhodes, chitarra classica, chitarra synth e chitarra portoghese, samples ed elettronica), Vince Abbracciante (fisarmonica), Pippo D’Ambrosio (percussioni), Nando Di Modugno(chitarra classica ed elettrica), Guido Morini (clavicembalo, pianoforte), Roberto Ottaviano (sax soprano), Mirko Signorile (pianoforte) e Giorgio Vendola (contrabasso).

Dal punto di vista prettamente musicale l’album si muove tra il jazz e la musica contemporanea con addentellati che rimandano alla musica del Seicento italiano e quella cameristica.
Aperto dalla splendida rilettura di “O vezzosetta dalla chioma d’oro” di Andrea Falconieri – primo singolo estratto dal disco – il disco è un susseguirsi continuo di perle che vanno da “Lamento di Apollo” di Francesco Cavalli a “Giovine Vagha” e “Ecco la primavera” di Landini, passa per “Se l’aura spira” di Frescobaldi per toccare la canzone napoletana con “Passione” di Libero Bovio e i Cantacronache con “Un paese vuol dire” di Mario Pogliotti. L’approdo è alla canzone d’autore è sorprendente con “Un giorno dopo l’altro” di Luigi Tenco e “Un anno d’amore” di Mogol ma soprattutto con le brillanti versioni di “Di sole e d’azzurro” di Zucchero Fornaciari e “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” di Max Gazzè.