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Domenico Diele arrestato per omicidio stradale aggravato: “Sono eroinomane, ma non un criminale”

Domenico Diele è stato arrestato per omicidio stradale aggravato per aver investito e ucciso una donna di 48 anni, Ilaria Dilillo, all’uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano. Ha tamponato uno scooter, uccidendo la conducente, attorno alle 2 della notte tra venerdì e sabato notte. L’attore senese si trovava in zona per le riprese del film Una vita spericolata del regista Marco Ponti. Volto emergente del cinema e della fiction, ha recitato in diverse pellicole, tra cui Acab, e in numerose serie di successo della tv, come Don Matteo, 1992 e Non uccidere. L’attore non avrebbe potuto guidare la sua Audi A3, perché gli era stata sospesa la patente per un precedente problema di droga. Invece era al volante, ancora sotto l’effetto di cannabinoidi e oppiacei.

Domenico Diele – Foto: Facebook

La donna rientrava a casa dopo aver trascorso una serata con amici.La morte della donna di 48 anni, impiegata in uno studio legale salernitano, è avvenuta quasi nell’immediatezza dell’impatto con l’asfalto.

Durante un’intervista al Corriere della Sera, Domenico Diele ha ammesso tutte le sue colpe. “Sono in crisi d’astinenza, ma è giusto così, è giusto che soffra – ha commentato a caldo l’attore – Urlerò la mia colpevolezza con tutte le forze. Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare. Devo pagare quello che decideranno i giudici e se servisse a qualcosa pagherei di tasca mia anche qualunque cosa alla famiglia. Però non sono un criminale. In televisione si parla di me, come un assassino drogato: non è così. Non sono uno che prima si è drogato e poi si è messo a guidare come un pazzo finendo per provocare una tragedia. Sono dipendente da eroina, questo sì, ma la droga non c’entra con l’incidente. Mi sono distratto con il cellulare. Ho un telefonino che funziona male, c’è un tasto che non va, e io per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi”.

Per poi concludere: “Vorrei incontrare il padre di quella donna, inginocchiarmi davanti a lui e ammettere le mie colpe. Ma anche provare a spiegargli che è stato un incidente e non un omicidio“.