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Donald Trump accusato di stupro da una giornalista

Donald Trump è stato accusato di stupro dalla giornalista americana Elizabeth Jean Carroll, nota per essere stata una delle più famose opinioniste e per aver curato dal 1993 l’iconica rubrica della posta del cuore per la rivista Elle.

La giornalista ha rivelato che il presidente degli Stati Uniti d’America l’avrebbe molestata e poi stuprata in un camerino di Bergdorf and Goodman, il grande magazzino di lusso sulla Fifth Avenue a due passi dalla Trump Tower. L’episodio, raccontato dalla oggi 75enne Carroll in un suo libro in uscita, risalirebbe a 23 anni fa.

La confessione shock della giornalista è stata pubblicata dalla rivista del New York Magazine. Che cosa avvenne quel giorno? “Chiuse la porta del camerino e il miliardario – ha raccontato la donna – mi spinse contro la parete, colpendomi alla testa molto forte e mise la bocca sulle mie labbra”. La donna, sconvolta, lo spinse indietro, ma lui l’afferrò e la spintonò di nuovo contro il muro, tirandole giù le calze. “Un attimo dopo, ancora vestito in abito da lavoro, camicia, giacca, cravatta e cappotto, si abbassa la cerniera dei pantaloni e con le dita vicino le mia zone intime, spinge il pene a metà – o tutto, non sono sicura – dentro di me. Tutto durò non più di tre minuti”.

Il leader degli Usa ha negato fermamente e categoricamente questa gravissima accusa. “Signora Carroll e New York Magazine – fa sapere la Casa Bianca – Ci sono fotografie? Ci sono registrazioni? Video? Denunce? Non c’era alcun dipendente vicino? Vorrei ringraziare Bergdorf Goodman per aver confermato che non hanno una registrazione video di quel presunto incidente, perché non è mai successo”.

Il presidente Trump ha attaccato anche la rivista, che definisce “una pubblicazione in via di estinzione” e che cerca di “promuoversi diffondendo notizie false”, una tendenza che considera “epidemica” tra i media. Inoltre, ha chiesto che chiunque abbia “informazioni secondo cui il Partito Democratico” possa star “lavorando con la signora Carroll” o la rivista di New York, lo comunichi “il prima possibile”. “Il mondo deve sapere cosa sta succedendo” e i responsabili devono “pagare per le loro false accuse”.