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Dopo 1300 giorni finalmente un cuore vero


Dopo 1300 giorni vissuti  grazie ad un cuore artificiale, finalmente un cuore vero. Un record stupefacente per il cuore artificiale Cardiowest, ma ancor più stupefacente per  il paziente che ha partecipato attivamente alla conquista di questo platonico record.

Era in lista di attesa da anni per ricevere un nuovo cuore il paziente cinquantasettenne residente in veneto, e nel 2007 si era arrivati alla determinazione di impiantargli un cuore artificiale in attesa del trapianto, altrimenti lo sfortunato malato ben difficilmente ce l’avrebbe fatta.
Invece, la collaborazione, se così si può dire, o forse è meglio dire l’integrazione tra uomo e macchina ha fatto il miracolo. Mai prima d’ora un cuore artificiale era riuscito a tenere in vita un malato candidato al trapianto per tanto tempo, ben 4 anni. Si è trattato di una specie di patto, una profonda collaborazione tra uomo e macchina, ma alla fine ce l’hanno fatta.

L’intervento è stato eseguito venerdì scorso, durante la notte, dal professor Gino Gerosa, direttore della  Cardiochirurgia dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova, e dalla sua equipe, ma ne è stata data notizia soltanto oggi, dopo che si è potuti essere certi sulla perfetta riuscita dell’intervento. L’operazione è stata particolarmente complessa e delicata, dal momento che in tutti questi anni, la parte meccanica del cuore artificiale impiantato nel paziente, si era  sostanzialmente integrata nell’organismo e quindi, rimuoverla è stato un lavoro che ha richiesto tempo e una attenzione particolare.

Ora l’uomo sta bene. Ha potuto ascoltare il suo cuore, sensazione che ormai gli mancava da tanto tempo, e ha potuto vedere il  tracciato del suo elettrocardiogramma. Le sue prime parole sono state di ringraziamento nei confronti del professor Gerosa e della sue equipe che, di fatto, gli hanno ridato la vita.
Ma sicuramente un pensiero sarà andato anche allo sfortunato donatore, che con la sua morte e, soprattutto, con la sua decisione di donare gli organi che sicuramente aveva  già resa manifesta in vita, ha potuto offrire ad un’altra persona una seconda possibilità.