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Elton John ricorda Freddie Mercury: “Mi fece un regalo per Natale poco prima di morire”

Elton John ha ricordato il compianto leader dei Queen Freddie Mercury nel suo libro “Love is the Cure: On Life, Loss and the End of Aids” (in Italia uscito con il nome di “L’amore è la cura”). Il 71enne cantautore, compositore e musicista britannico e l’indimenticabile e geniale Freddie Mercury erano legati da un profondo e fortissimo legame di amicizia.

Il Cavaliere (Knight Bachelor) dalla Regina Elisabetta II ha ricordato nelle pagine del suo libro gli ultimi momenti della vita di Freddie: «Sapeva che la morte, una morte atroce, stava per arrivare». Mercury era a conoscenza della malattia, e quindi della sua sorte, sin dal 1987: «Ma era incredibilmente coraggioso. Continuava ad esibirsi, continuava ad essere la persona divertente, oltraggiosa, profondamente generosa che era sempre stata».

Il celebre artista di Your Song, Rocket Man, Candle in the Wind (canzone avente inizialmente come protagonista Marilyn Monroe e dedicata successivamente a Lady Diana nel 1997), Goodbye Yellow Brick Road, Crocodile Rock, Daniel, Tiny Dancer, Don’t Let the Sun Go Down on Me, Don’t Go Breaking My Heart, Sorry Seems To Be The Hardest Word e Sacrifice ha poi sottolineato: «Mi ha spezzato il cuore vedere la luce che portava nel mondo spegnersi sotto l’effetto dell’AIDS. Era quasi cieco e così debole che riusciva a stento a tenersi in piedi».

Nonostante fosse morto alla fine di novembre del 1991, il formidabile e compianto leader dei Queen pensò all’amico poco prima di morire e gli fece un regalo di Natale che fu recapitato a casa del baronetto della regina Elisabetta proprio durante il periodo natalizio di quello stesso anno: un dipinto di Henry Scott Tuke con la dedica “Cara Sharon (molti anni prima i due si erano affibbiati nomi da drag queen con i quali si chiamavano sempre, ndr.), penso che questo ti piacerà. Con amore, Melina. Buon Natale”.

«Ero sopraffatto – ha scritto Elton nel suo libro -. Avevo 44 anni allora e piangevo come un bambino. C’era questo bellissimo uomo, che stava morendo per colpa dell’AIDS e che nei suoi ultimi giorni aveva trovato il tempo di farmi un regalo di Natale. Per quanto triste possa essere, questa è una delle prime cose che ricordo quando penso a lui perché descrive perfettamente la persona che era. Anche da morto, mi ha ricordato quanto fosse speciale in vita».

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