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Ennio Capasa riparte con il brand Capasa Milano

Ennio Capasa riparte con il brand Capasa Milano. La collezione zero del nuovo progetto è stata presentata a Milano il 22 febbraio. “Riparto con un nuovo brand, guidato dalla stessa urgenza, intensità e spinta al cambiamento che nel 1987 mi hanno portato a fondare Costume National”, ha dichiarato Ennio in un comunicato stampa.

“Sull’etichetta – ha sottolineato – ho voluto solo il cognome: perché è un progetto personale, che però immagino nel segno della continuità atemporale, non dell’ego”.

Rispetto ai tempi di Costume National, spiega il designer, “oggi dobbiamo confrontarci con una nuova geografia di fashion community, nuove generazioni che guardano alla moda in maniera personale, estremizzando quella attitudine verso la fluidità di genere che anche io ho contribuito a codificare con il mio lavoro passato, e ponendo forte attenzione ai problemi legati all’ambiente e alla sostenibilità sociale”.

Sul fronte dello stile, Ennio anticipa che “è il mio: teso ed essenziale, ancora di più aperto alle contaminazioni e al dialogo. La mia ricerca di una modernità senza tempo si condensa – ha asserito – nella proposta di serie limitate che usciranno a cadenze regolari e pezzi timeless immaginati per avere una lunga vita. Di meno ma meglio, scarsità invece che eccesso di offerta: l’opposto dell’usa e getta. Prodotti che coniugano il massimo della sartorialità con il massimo della tecnologia: tagli laser e nanotecnologie al posto di forbici e macchine da cucire senza rinunciare ai punti a mano; progettazioni in 3d e personalizzazioni spinte”.

Oggi, per lo stilista, “è la qualità creativa a determinare il concetto di lusso, ed è sulla qualità creativa che mi concentro, non sulla quantità”.

Per questo, “l’idea è non solo di vendere ma anche di affittare i prodotti tramite il web e creare un canale per il riciclo ed il riuso dei prodotti stessi. Negli anni – ha concluso – sono cambiato, ma i valori in cui credo e che mi guidano permangono. L’approccio, per quanto mi riguarda, deve sempre essere d’avanguardia, perché così funziona se un designer vuole innovare. Così funziona di certo per me”.