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Fabrizio Corona, pm chiede di confiscargli la casa in centro a Milano

Fabrizio Corona, la pm Alessandra Dolci ha chiesto ai giudici delle misure di prevenzione di confiscare la casa milanese dell’ex re dei paparazzi italiani, già sequestrata nel novembre del 2016, perché ci sarebbe stata un’intestazione fittizia, dato che sarebbe stato facilmente aggredibile dall’Agenzia delle Entrate.

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Fabrizio Corona – Foto: Instagram

La casa è situata in via De Cristoforis, vicino a corso Como, e il valore è di circa 2,5 milioni. In questo immobile il noto e controverso personaggio tv abitava prima di essere arrestato nell’ottobre del 2015. Questo appartamento era stato comprato nel 2008 da una sua società, anche se risultava formalmente intestato a un’altra persona.

La pm di Milano ha illustrato i profili di opacità che avrebbero riguardato la compravendita dell’immobile, che fu intestato fittiziamente a Marco Bonato, ex collaboratore e amico dell’ex re dei paparazzi italiani. La pm ha sottolineato che “in quel momento, nel 2008, Corona riteneva opportuno intestare ad altri quell’immobile perché aveva un’esposizione verso il Fisco considerevole e non poteva intestarlo nemmeno alla sua società Fenice srl, che non versava le imposte. Quel bene sarebbe stato facilmente aggredibile dall’Agenzia delle entrate se fosse stato intestato a Corona o alla Fenice”.

«Lasciatemi la casa – ha supplicato Corona ai giudici -, così io che sono Fabrizio Corona la rivendo a 2,5 milioni di euro, anche se vale 1,5, e con quei soldi, anziché andare in vacanza a Capri o alle Maldive, la mia società paga le tasse che deve ancora».

Uno dei legali dell’ex agente fotografico, l’avvocato Ivano Chiesa, di fronte ai giudici delle Misure di prevenzione che dovranno decidere se confiscare casa e soldi di Corona e se aggravargli la sorveglianza speciale ha dichiarato senza peli sulla lingua che “su quest’uomo c’è una nube tossica di pregiudizio, i moralisti mi hanno stancato, la morale non deve entrare nelle aule di giustizia e le misure di prevenzione sono dell’epoca fascista”.