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Fabrizio Gatta, da conduttore Rai a prete: “Ho lasciato soldi, tv, successo e bella vita per Dio”

Fabrizio Gatta ha lasciato la conduzione dei programmi Rai per dedicarsi completamente a Dio: è diventato prete. Il 57enne giornalista, autore televisivo, conduttore televisivo e conduttore radiofonico romana ha lavorato per tanti programmi tv: da Miss Italia e Linea Verde a Uno Mattina Weekend. Ora si è raccontato a Il Secondo XIX: “Da grande volevo fare Pippo Baudo. Ero chierichetto a Messa. Nella parrocchia dei Maristi. Con la fede avevo momenti di lontananza. Normale, durante l’adolescenza. Le crisi servono per essere superate. Giusto così. È una crescita. Mai avrei pensato di fare il prete”.

Gatta ha detto: “Poi accade che non ti basta più. Che quello che fai, deve avere un senso. Il successo, i soldi, lo share, l’applauso non ti bastano più. E allora, cerchi di fare del bene. Di impegnarti. Di fare un’adozione a distanza. Cerchi di capire il Mistero. E ti metti in gioco. Non è San Paolo, che poi non è mai caduto da cavallo, sulla via di Damasco. È più la vocazione del San Matteo di Caravaggio. L’ uomo con una mano sui soldi colpito da una lama di luce, da cui appare Gesù. San Matteo si indica il petto, come dire: sei sicuro? Vuoi proprio me? È un cammino di lacerazione. Serve un padre spirituale. Rileggi tutta la tua vita“.

Come ha reagito sua madre? “Non è una passeggiata di salute. Devi essere sostenuto dallo Spirito Santo. Devi essere aiutato. Entri in seminario, per anni di convivi con persone molto più giovani di te. Non facilissimo. Però, una volta messo mano all’aratro, non mi sono più voltato indietro. L’animo me lo riscalda Lui. Reazioni in famiglia? Uuuh. Mia mamma prendeva le gocce per dormire… Il conduttore coi soldi, le auto potenti, abituato alla bella vita, che lascia tutto”.

Per poi concludere: “Amori? c’è stato quello della vita, del per sempre. Doveva arrivare un Incontro più importante. L’amore che ti cambia la vita per sempre, è quello per Dio. Ho lasciato tutto per Lui. E Nostro Signore mi ha davvero cambiato la vita. La gioia di annunciare Cristo, con l’entusiasmo e l’energia di un ragazzino. Mi piace parlare di Gesù. E inventare modi nuovi per comunicare un messaggio di 2000 anni, ma sempre nuovo. Dio ha sconvolto la mia vita. Come diceva Padre Puglisi: Venti, 40, 60, 80 anni quella è la vita. Ma se sbagli direzione, a che ti serve? Che hai vissuto a fare? Mettersi in ascolto serve a questo. Ti dà la percezione di aver vissuto la vita giusta“.