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Facebook paga gli utenti per essere spiati

Facebook è finito di nuovo al centro dello scandalo internazionale poiché paga gli utenti per essere spiati. TechCrunch ha svelato un progetto di Menlo Park, che dal 2016 paga volontari 20 dollari al mese per avere accesso a email, messaggi, attività web e perfino gli ordini di Amazon.

Facebook – Foto: Pixabay.com

Da tre anni a questa parte, Facebook ha pagato persone con un’età compresa tra 13 e 35 anni perché permettessero al social di avere accesso a moltissime attività eseguite con il proprio smartphone, facendo installare sui telefoni dei volontari l’app Facebook Research, una VPN che registra e manda a Menlo Park dati riguardo all’utilizzo del device, compreso tutto ciò che viene fatto sul web.

Secondo quanto dichiarato da un portavoce a TechCrunch, “solo il 5% di chi ha partecipato al programma di ricerca era adolescente”. Nell’estate 2018, Facebook aveva già rimosso dall’Apple Store l’app Onavo Project, che aveva uno scopo simile ma violava i principi guida stabiliti da Cupertino. Contattato da TechCrunch, l’azienda ha dichiarato che provvederà a rimuovere dal negozio virtuale di Apple anche Facebook Research, legata a un’iniziativa che dal 2016 era condotta segretamente.

Facebook ha chiarito la sua posizione al Post: “Sono stati ignorati gli aspetti fondamentali di questo programma di ricerca di mercato. Non si trattava di spiare, dal momento che tutti coloro che si sono iscritti hanno seguito una chiara procedura di registrazione che chiedeva il loro consenso e sono stati pagati per partecipare – ha dichiarato un portavoce della società -. Diversamente da quanto è stato riportato non c’era nulla di ‘segreto’ nel programma, tanto che era chiamato letteralmente Facebook Research App. Infine – ha concluso – meno del 5% dei partecipanti a questo programma di ricerca era costituito da adolescenti, tutti in possesso di un modulo di consenso firmato dai genitori”.