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Giorgio Faletti, le sue ultime parole “Sono un uomo fortunato”

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Su Vanity Fair la moglie di Giorgio Faletti, Roberta Bellesini, racconta gli ultimi attimi di vita del grande comico, scrittore e attore “Quando fu colpito dall’ictus avrebbe dovuto fare la sua prima presentazione di “Io Uccido” alla Mondadori di via Marghera” ha raccontato la moglie di Faletti.

Giorgio Faletti, le sue ultime parole “Sono un uomo fortunato” – il racconto struggente della moglie

Per fortuna ebbi la lucidità di descrivere bene i sintomi al pronto soccorso, per cui lo portarono al Niguarda. Poco dopo, però, dovetti prendere la decisione più difficile della mia vita. C’era un farmaco che poteva sbloccare la situazione, ma in Italia era ancora in via sperimentale. E, non sapendo bene da quanto tempo Giorgio era in coma, avrebbe potuto essere letale. Più il tempo passava, più aumentava il rischio. Il medico mi lasciò dieci minuti per decidere, e io rischiai. Ho sempre pensato che per avere risultati si debbano correre rischi” ha raccontato la moglie di Faletti.

Giorgio Faletti, le sue ultime parole “Sono un uomo fortunato” – la scoperta del tumore e il coraggio

Poi la scoperta di avere un tumore “La mia reazione? Ho detto solo: ‘Cazzo’. Poi ci siamo presi qualche giorno per decidere che cosa fare, io e lui. Ci hanno consigliato un medico di Los Angeles che lavorava con le eccellenze di tutto il mondo. Ma la nostra decisione di curarci in America era dettata soprattutto dalla necessità di avere un po’ di privacy. Nell’ultimo mese la situazione era precipitata, ha iniziato a non sentirsi più bene…faticava a camminare…a parlare… hanno fatto diversi esami prima di capire che aveva metastasi al cervello. Era il 20 giugno.”

Giorgio Faletti, le sue ultime parole “Sono un uomo fortunato” – la moglie racconta i suoi ultimi istanti di vita

La moglie di Faletti ha poi descritto gli ultimi istanti di vita del comico e scrittore “Mi diceva: “Comunque vadano le cose, io ho avuto una vita che altri avrebbero bisogno di tre per provare le stesse emozioni. E se penso che sarei dovuto morire nel 2002 e in questi 12 anni ho fatto le cose a cui tenevo di più, devo ritenermi l’uomo più fortunato del mondo””.