Quantcast

Dopo Fedez ed Enrico Ruggeri anche J-Ax lascia la Siae per Soundreef

Dopo Fedez ed Enrico Ruggeri anche J-Ax lascia la Siae per Soundreef, la società fondata a Londra da due italiani, Davide d’Atri e Francesco Danieli. Sono davvero tante le star della musica italiana,  tra i quali FedezGigi D’Alessio, Maurizio Fabrizio, Nesli, Fabio Rovazzi, Enrico Ruggeri e ora anche J-Ax che hanno rescisso il contratto con la Siae.

J-Ax – Foto: Facebook

Il famoso e popolare rapper italiano J-Ax ha commentato il suo addio alla Siae: “Dopo averne sentito parlare e aver potuto verificare direttamente come lavora Soundreef ho fatto la mia scelta lasciando Siae. Sono convinto che faremo un ottimo lavoro con i ragazzi di Soundreef”.

Queste dimissioni eccellenti hanno mandato su tutte le furie la Siae che ha espresso il proprio disappunto attraverso il presidente Filippo Sugar: “Esprimo rammarico e dispiacere per una scelta di difficile comprensione, anche alla luce dei rilevanti successi che, nell’interesse di tutti gli associati, Siae ha raggiunto negli ultimi anni. La Siae è e continuerà ad essere una Società no profit, governata dai propri associati, che non può, ma soprattutto non vuole, ingaggiare campagne acquisti. Siae è in linea con la normativa vigente, nel rispetto della Direttiva Barnier, e quindi non fa alcuna discriminazione tra associati, trattando tutti nello stesso modo”.

Ancora più duro il direttore generale della Siae, Gaetano Bladini, che ha parlato di “scelta incomprensibile in quanto Soundreef sulla base della normativa vigente, opera illegittimamente nel nostro Paese in cui l’attività di intermediazione del diritto d’autore è consentita alle organizzazioni come Siae senza scopo di lucro e gestite dai propri associati”.

Sul tema c’è però già una sentenza del Tribunale di Milano, risalente all’ottobre 2014, la quale stabilisce che, “se è vero che l’articolo 180 della legge sul diritto d’autore dà un mandato di esclusiva a Siae, questo non può scontrarsi con il Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea in materia di libera circolazione dei servizi”.