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Fiorello, appello ai direttori delle reti televisive : “Basta cronaca nera nella tv del pomeriggio”

Il conduttore catanese ha protestato contro la cronaca nera che imperversa nei pomeriggi della tv generalista. L’ancorato appello di Fiorello, giunto a spettatori e direttori di reti televisive tramite un video girato con lo smartphone, tuona solenne: “È possibile, cari vertici di queste aziende, intervenire ed eliminare questi casi dai programmi in modo che vengano trattati nelle sedi competenti e non nei rotocalchi pomeridiani e mattutini?”.

Fiorello contro cronaca nera nella tv del pomeriggio- fonte tvzap.kataweb.it

Secondo lo showman conduttore della sua ‘Edicola Fiore’, ore e ore di immagini e spiegazioni dettagliate, “non fanno altro che spaventare bambini e anziani e scatenare anche fenomeni di emulazione”.

Lo sfogo di Fiorello arriva proprio in un momento in cui la cronaca nera sembra essere al centro di interesse e clamore di programmi come Pomeriggio 5. La puntata del 11 gennaio 2017 del programma condotto da Barbara D’Urso ha scatenato diverse polemiche, soprattutto per l’intervista a Ylenia Bonavera, la ragazza che potrebbe essere stata ustionata dall’ex compagno.

Fiorello ha puntualizzato di non voler criticare il lavoro degli altri o le scelte editoriali delle reti. La sua è una semplice riflessione sul fatto che prima, durante le ore televisive pomeridiane, si trattassero argomenti di gossip che ora hanno lasciato spazio ad altro.

Il Giornale ha girato l’appello di Fiorello a Claudio Brachino, direttore di Videonews. Secondo il giornalista Mediaset, la programmazione giornaliera non privilegia i fatti di cronaca nera: “Se consideriamo tutta la programmazione giornaliera, oggettivamente no. Mattino 5 si occupa anche di politica, economia ed esteri. Pomeriggio 5 se ne interessa nella prima parte, mentre nella seconda si dedica a temi più leggeri. Quarto Grado e Terzo indizio sono trasmissioni di genere seguite da un tipo di pubblico specifico».

Il direttore di Videonews ha precisato che non vi è nessuna spettacolarizzazione dei fatti di sangue né un seguito morboso per far ascolti: “Questo si chiama semplicemente giornalismo, si chiama seguire i fatti che interessano alla gente. Preferisco dare una notizia in più piuttosto che darne una in meno. Il troppo è meglio del poco, perché il poco piace ai dittatori e il molto, anche con errori, è il simbolo della democrazia. Noi raccontiamo tutti i fatti importanti, dal terremoto al terrorismo. E, questi di oggi, mi dispiace per Fiorello che ha scelto l’occasione sbagliata per parlare, sono casi che fanno discutere come fu quello di Pietro Maso reo confesso dell’uccisione dei genitori e come è la questione del femminicidio».

Se lo sfogo diretto del noto presentatore sortirà qualche effetto o cambiamento sarà il tempo a dirlo. Per il momento Fiorello ha voluto metterci la faccia e la voce.