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Foggia, incendio nel ‘Gran Ghetto’ miete due vittime

Il villaggio di cartone delle campagne tra San Severo e Rignano Garganico è stato colpito da un incendio che ha mietuto due vittime. Due uomini africani sono morti carbonizzati tra quello che è rimasto di quelle baracche che si sono rifiutati di lasciare.

Incendio Gran Ghetto Foggia. foto newspuglia.it

Le due vittime, come altri 100 migranti, non hanno lasciato il ‘Gran Ghetto’ per il timore di perdere il lavoro nei campi legato al caporalato. Per la baraccopoli era iniziato lo sgombero dopo la denuncia per la riduzione di schiavitù depositata dal presidente della Regione Puglia nel febbraio 2016 alla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari.

L’obiettivo era quello di smantellare un sistema criminoso cresciuto per anni nell’indifferenza totale. Ma il piano operativo per l’accoglienza delle migliaia di braccianti stranieri che arrivavano a Foggia per lavorare non è bastato a trasformare il provvedimento in una tragedia.

Lo sgombero del ghetto era iniziato proprio il 2 marzo e alcuni dei migranti hanno protestato davanti alla prefettura di Foggia, ribadendo di non voler lasciare la baraccopoli e chiedendo di parlare con il prefetto.

L’incendio di ieri notte è il settimo che ha interessato la baraccopoli dal 2012 a oggi. Questa volta però ha distrutto ogni sprazzo di voluta legalità legata al ‘Gran Ghetto’. In pochi minuti le fiamme hanno avvolto le capanne rimaste, distruggendo tutto quello che hanno incontrato nell’area di circa 5mila metri quadrati. La violenza dell’incendio innesca il sospetto del dolo.