Lele Mora sulla morte di Imane Fadil: “Ragazza insignificante, la portai io ad Arcore”

Lele Mora ha commentato senza un briciolo di pudore e rispetto la morte della giovanissima modella Imane Fadil, teste nel processo Ruby Rubacuori. Una delle protagoniste minori dello scandalo bunga bunga è deceduta l’1 marzo a causa di un mix di sostanze radioattive all’Humanitas di Milano dove era ricoverata da fine gennaio. La ragazza aveva rivelato al fratello e al suo avvocato che temeva che l’avessero avvelenata. Lei stava scrivendo un libro piuttosto scottante sulle cene eleganti nella lussuosa villa dell’ex presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi e sulla sua vita. La procura di Milano ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario sulla sua morte.

Lele Mora - Foto: Facebook

L’ex potente e famoso manager dei vip Lele Mora ha dichiarato: “Ricordo una ragazza triste, che doveva avere avuto un sacco di problemi, cercava una strada per il successo, ma era davvero insignificante e non ebbe nessuna fortuna”. L’ex talent scout, coinvolto nelle inchieste sul caso Ruby per favoreggiamento della prostituzione, ha poi aggiunto altri dettagli sulla vita della modella marocchina: “Lei è stata ad Arcore solo due volte. Fui io a portarla a una delle cene di Arcore. Una sera che il presidente mi chiamò e mi invitò, non volevo andare da solo e contattai quella povera ragazza che avevo conosciuto poco tempo prima tramite un dj marocchino, credo che ci tornò solo un’altra volta ed escludo sia rimasta mai sola anche per un secondo con Berlusconi. Lei è stata ad Arcore solo due volte – ha ripetuto – e io, che sono stato ospite del presidente dal 1985 al 2011, posso ribadire che in tanti anni non ho mai visto foto o altro di compromettente relativo a quelle serate”.

Mora si è detto “dispiaciuto e rammaricato per la sua fine” e ha aggiunto anche di non aver più visto la ragazza dai tempi del processo.