Scandalo bunga bunga, Imane Fadil è morta per un mix di sostanze radioattive: temeva di essere avvelenata

La modella testimone chiave nel processo Ruby Ter nonché una delle protagoniste minori dello scandalo bunga bunga, Imane Fadil, è morta per un mix di sostanze radioattive. La 34enne era stata ricoverata in ospedale a fine gennaio dopo essersi sentita male a casa di un suo amico. Era finita prima in terapia intensiva e poi in rianimazione. Il procuratore Greco ha riferito che Imane accusava sintomi tipici da avvelenamento come mal di pancia, gonfiore e dolori al ventre. Durante l’agonia, la ragazza è rimasta”lucida e vigile quasi fino alla fine. L’1 marzo è morta.

Imane Fadil - Foto: Dagospia.com

Gli esiti degli esami tossicologici disposti dai medici dell’Humanitas di Rozzano ed effettuati in un centro specializzato di Pavia hanno accertato che la giovane ragazza è deceduta a causa di un mix di sostanze radioattive. La procura di Milano ha aperto un’inchiesta per omicidio volontario sulla sua morte.

La stessa ragazza aveva raccontato al suo avvocato e a suo fratello di temere di essere stata avvelenata. La procura ha confermato: “Stiamo lavorando anche su questa ipotesi”. A specificarlo è stato il procuratore capo Francesco Greco, che ha parlato di calvario della ragazza e di diverse anomalie nella sua cartella clinica da cui sarebbero emerse sintomatologie da avvelenamento. Anche per questo, è stata disposta un’autopsia e il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che rappresenta l’accusa nel processo Ruby ter, ha aperto un’indagine nell’ambito della quale sono già stati sentiti diversi testimoni.

A gennaio scorso Imane Fadil aveva rivelato al quotidiano La Repubblica che stava scrivendo un libro piuttosto scomodo. Ora la Procura ha acquisito le bozze per capire cosa ci sia scritto.

Redazione-iGossip