Fedez e Chiara Ferragni: “Non usiamo nostro figlio Leone per ottenere benefici economici”

Fedez e Chiara Ferragni hanno replicato alle accuse e critiche di hater ma anche dal celebre scrittore Fulvio Abbate in merito alla sovraesposizione social del figlio Leone Lucia per ottenere benefici economici.

Fedez e Chiara Ferragni con il figlio Leone Lucia – Foto: Instagram

Intervistato da Radio Cusano Campus, Fulvio Abbate ha infatti attaccato duramente Chiara Ferragni: “Mi fa orrore. Mi piacciono di più le povere standiste del parmigiano, quelle che nel supermercato ti invitano ad assaggiarlo, o le varie miss tappa delle gare ciclistiche, che non questa ragazza che ha dietro tutta un’organizzazione familiare. Ma in quale stand lavora Chiara Ferragni? Ma le avete viste le foto del figlio? Non ha la faccia quel bambino, ha il bancomat al posto del volto. Ha milioni di follower? E sti ca***! Che ca*** me ne importa, è lo spettro assoluto dell’insignificanza”.

Fedez e Chiara Ferragni non ci stanno. Il rapper e giudice di X Factor ha replicato mediante alcune Instagram Stories: “Punto primo, ho 28 anni, Chiara ne ha 30, insieme abbiamo due società con una ventina di dipendenti che danno da mangiare ad altrettante famiglie. La nostra fortuna, di certo, non la dobbiamo alla nascita di nostro figlio, ma al lavoro. Punto secondo, non ha molto senso utilizzarci come paradigma dell’esporre il figlio in cambio di benefici economici per placement, quando io non ho mai fatto un post pubblicizzato con mio figlio, e quando ci sono personaggi pubblici che usano il figlio come se fosse un espositore da centro commerciale, da anni. Terzo punto – ha proseguito Fedez -, abbiamo semplicemente deciso di pubblicare le foto della nostra famiglia, senza pixellare la faccia di nostro figlio come se fosse un collaboratore di giustizia, perché tanto non avrebbe avuto molto senso, data l’esposizione mediatica a cui siamo sottoposti. Quindi scelta opinabile o meno, a cui inevitabilmente un figlio neonato si deve adattare, non essendo senziente a tal punto da poter indicare le proprie preferenze”.

Poi ha ribadito perché non hanno voluto battezzare Leone Lucia: “Ed è il medesimo scenario di quando si battezza e si converte a una religione un figlio, senza poterglielo chiedere. Però, ovviamente, se un bambino viene esposto mediaticamente da una coppia che inevitabilmente è già esposta mediaticamente – quindi, per la proprietà transitiva, lui stesso sarà esposto mediaticamente – ci si indigna. Però quando lasci il libero arbitrio a un bambino e non lo battezzi, no!”. Per poi concludere: “È tutta una questione di punti di vista: per chi vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto, siamo una famiglia che ha costruito il suo riscatto sociale sulle basi dell’analfabetismo di ritorno, per chi vuole vederlo mezzo pieno, siamo due persone che sono venute dal nulla e si sono costruite le cose senza i sistemi clientelari a cui l’Italia è abituata”.