Crialese al Festival di Venezia con “La terraferma”

Arriva al 68 Festival di Venezia un film italiano del regista Craliese: la terraferma. E riscuote quasi 10 minuti di applausi.
La terraferma è l’ultima opera di Emanuele Crialese. Nel cast la splendida Donatella Finocchiaro. Con questo film Crialese vuole mettere un faro sul problema dell’immigrazione. O meglio. Sul non problema. Sull’indifferenza che molti di noi hanno nei confronti delle persone che raggiungono la nostra Italia a bordo di barconi e barchette. Le persone muoiono e al tg la notizia viene data con una indifferenza impressionante. Nessuno ci fa caso.
Nel cast, oltre alla Finocchiaro che ha accompagnato Craliese al Festival, altri nomi illustri del cinema italiano: Beppe Fiorello, Claudio Santamaria e Filippo Pucillo. “La Terraferma” narra dell’incontro tra due donne. Una Italiana, nell’isola da generazioni, e una straniera, una ‘sbarcata’. Le donne sono legate dallo stesso desiderio: dare un futuro diverso ai loro figli, creare una vita sulla Terraferma.
La trama è un intreccio tra tradizione e attualità dove le vicende dei vecchi e dei giovani si mescolano con interesse e commozione. Pubblico e critica hanno applaudito per 10 minuti il regista e gli attori del cast coronando ‘la Terraferma’ come uno dei più bei film in concorso fino a questo momento.
Crailese è il maestro delle immagini indimenticabili. E ne fa man bassa nella sua ultima opera, da mercoledì in tutte le sale italiane. Ma non sono mancate le polemiche. Il film appare politico agli occhi di alcuni giornalisti che interrogano Craliese su alcuni aspetti particolari della pellicola. Come il fatto che trapela dalla trama la illegalità del salvataggio degli immigrati finiti in mare. Sentitosi attaccato Craliese si difende così: “ Ci siamo ben informati. Se si salvano i naufraghi senza denunciarne l’arrivo in Italia, si può incorrere nella denuncia per Favoreggiamento all’immigrazione”. Le polemiche non hanno comunque intaccato la commozione data dalla pellicola.

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