Botti di Capodanno: morti 237 animali tra cani e gatti

Botti di Capodanno

Doveva essere un Capodanno diverso rispetto agli altri anni soprattutto in Italia. C’era il divieto di sparare botti e fuochi d’artificio, ma in realtà sembra proprio che nessuno abbia rispettato tale situazione. In effetti una fine dell’anno senza le grandi coreografie regalate dai fuochi d’artificio non aveva molto senso, ma in molte città italiane si è cercato di attivare questo divieto per salvaguardare soprattutto la salute degli animali. In realtà se è voluto in qualche modo tutelare anche la salute dell’uomo, sia perché questi botti si sono confermati dannosi per il nostro ambiente, sia perché hanno causato qualche ferito grave e qualche morto.

Quest’atto di proibizionismo però ha fatto scattare una furia incredibile da parte di alcuni cittadini italiani che, proprio per protesta, sembra che abbiano deciso di sparare più fuochi. Il bilancio di morti e feriti è stato in qualche modo inferiore rispetto agli anni passati, ma ci sono pur sempre stati. Quello che però fa pensare ancor di più è la strage di animali che è avvenuta soprattutto nel Sud Italia. Si parla di circa 237 animali morti tra cani e gatti, per non parlare poi di tutti gli altri animali. In totale il bilancio è praticamete di 900 vittime, quasi tutte avvenute proprio nella zona meridionale della nostra penisola.

Al nord si è verificata una maggiore fuga invece di cani e gatti, spaventati praticamente a morte dai botti di fine anno. Se insomma il sindaco di Torino aveva deciso di vietare un Capodanno senza fuochi d’artificio, ora si è ben capito il perché. Gli animalisti sono in rivolta, perché si pensava che ci potesse essere una svolta, ma questa non è avvenuta. L’uomo continua a fregarsene della salute degli animali, soprattutto dei cani e dei gatti che vivono ormai come parte integrante di qualsiasi famiglia italiana. Il bilancio di 237 morti è però migliorato rispetto allo scorso anno, quando si era arrivati al decesso di circa 500 tra gatti e cani. Un piccolo miglioramento c’è stato, ma le stragi di questi poveri animali continuano incessantemente.

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