Caso Ruby Berlusconi : Il Premier Indignato Dalla Protesta Delle Donne

Ruby Berlusconi

Ieri mattina moltissime donne hanno sfilato in 230 piazze italiane in difesa della propria dignità. Il motto della manifestazione è stato “Se non ora quando?“, urlato da tutte e impresso in svariati striscioni e cartelloni. Questa forma di protesta pacifica nasce in seguito allo scandalo che vede coinvolto Silvio Berlusconi e delle ragazze minorenni, tra le quali menzioniamo la ormai nota Ruby Rubacuori. Prevedibilmente l’iniziativa non ha fatto gioire il premier, il quale in collegamento telefonico con Maurizio Belpietro, ha espresso tutto il suo disappunto nella diretta odierna di “Mattino 5”.

Il politico è apparso indignato per ciò che è accaduto, ed infatti nel corso dell’intervista si è espresso così:” Mi è sembrato un pretesto per sostenere il teorema giudiziario che non ha nessun riscontro nella realtà: una mobilitazione di parte, faziosa, contro la mia persona da parte di una sinistra che cavalca qualsiasi mezzo per abbattermi”. Continuando ad esprimersi sulla manifestazione, il premier spiega che a differenza del comportamento tenuto dai media e dalla procura di Milano, lui ha sempre rispettato ogni donna che ha conosciuto: “Tutte le donne che hanno avuto modo di conoscermi sanno quanta sia la considerazione che ho per loro. Mi sono sempre comportato con grande attenzione e grande rispetto. La procura di Milano e i media, al contrario, hanno calpestato la dignità delle mie ospiti esponendole al pubblico ludibrio senza alcuna ragione e senza alcun riguardo calpestando la verità e davvero una vergogna, una grande vergogna”.

Appoggiate il premier in questo suo pensiero? Sono i media e la procura di Milano che usano le donne?

Proseguendo l’intervista Belpietro pone numerose domande al presidente del Consiglio, il quale risponde con molta tranquillità. Nella parte finale del collegamento telefonico, gli viene posta una domanda inerenti alle intercettazioni telefoniche, che costituiscono delle prove fondamentali in tutta questa vicenda: “Un Paese nel quale, alzando il telefono, non si è sicuri della inviolabilità delle proprie conversazioni non è un Paese libero e il sistema della pubblicazione delle intercettazioni è un sistema barbaro”. Su quest’ultima affermazione l’intervistatore non può fare a meno di chiedere se proverà a modificare questo punto, la risposta di Berlusconi è secca e molto decisa:”Certo”.

Cambierà davvero questo punto? Secondo voi tale idea nasce per proteggere la propria privacy o quella di tutti?

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