Contestati i ministri Fornero e Profumo a Torino

Fornero
Contestati
i ministri Fornero e Profumo a Torino da parte di manifestanti dei Cobas e Usb  a margine si una conferenza sulla scuola tenutasi al  Teatro Nuovo. Lanciate uova contro le auto e pietre contro le forze dell’ordine dopo che i due esponenti del governo erano andati via.
Secondo la Fornero questo è un Paese dove si protesta troppo, mentre invece sarebbe necessario che ci si rimboccasse tutti le maniche per cercare di  lavorare insieme al bene del Paese. Ha inoltre parlato della necessità di dare priorità all’istruzione dei figli, piuttosto che all’acquisto della casa. Secondo il ministro spesso si chiede ai figli di andare a lavorare piuttosto che dedicarsi all’istruzione, per contribuire all’acquisto della casa che, comunque, anche se lasciata ai figli, non è certamente prioritaria di fronte all’istruzione.

E’ quest’ultima a fare la differenza, sempre secondo la Fornero, e bisognerebbe avere maggior pazienza per cercare di conseguirla.
Il ministro dovrebbe anche tener conto del momento di disagio che sta attraversando il Paese tutto e, in particolare, le fasce più deboli della popolazione. Evidentemente la Fornero non ha di questi problemi, viste le sue spettanze anche a prescindere dal suo incarico governativo, per cui sottovaluta troppo il disagio degli italiani.
Non è possibile pensare che la soluzione della crisi economica italiana debba passare per  l’81% sulle testa dei cittadini grazie all’aumento generalizzato della tassazione, senza contare un possibile ulteriore aumento dell’iva a partire dall’autunno,  a fronte di un misero 19% rappresentato dal taglio della spesa pubblica.

E’ decisamente sconcertante che ci si ostini a non voler tagliare drasticamente i costi della politica e delle strutture ad esse dedicate, come anche non si ritiene di dover abolire completamente il finanziamento pubblico dei partiti, mentre invece gli italiani si erano già espressi in tal senso nel noto referendum del 93, decisione che i palazzi della politica hanno completamente disatteso.