Continua la querelle tra Moratti e Della Valle

Massimo Moratti, patron dell'Inter, non accetta l'invito di Della Valle
La querelle continua tra Moratti e Della Valle sulla faccenda Calciopoli,  sembra non avere fine, anche se il presidente dell’Inter, nella sua risposta all’ultimo invito di Dalla Valle, ha detto chiaramente che per lui la faccenda si esaurisce quì e che non darà seguito a ulteriori dichiarazioni  del patron della Fiorentina.

Quest’ultimo, aveva invitato Moratti a sedersi ad un tavolo per cercare di ricomporre una situazione che era decisamente degenerata in seguito all’atteggiamento di Moratti che aveva dichiarato di non avere nessuna intenzione di rinunciare alla prescrizione, in merito agli illeciti ascrittigli.
Situazione comoda, a detta  di Diego Della Valle, soprattutto in considerazione che la sua società, la Fiorentina, era stata una di quelle a pagare a caro prezzo per gli illeciti  che le erano stati contestati  con la retrocessione in quella che allora era la serie C2.

“Per me sono difficili da capire le richieste di Della Valle di un incontro che, essendo al di fuori dell’ufficialità e quindi indipendente dagli organi istituzionali competenti, assumerebbero il sapore e il valore di semplici chiacchiere da bar, e pertanto non mi interessano.” Dice il patron dell’Inter, e continua “Del resto le decisioni sono state già prese all’epoca e, dal momento che il sottoscritto ha un assoluto rispetto per le istituzioni e per le sue decisioni, la mia posizione, così come quella della società che rappresento, l’Inter, non si modificherà di alcunché.”

Verrebbe da far notare, al sig. Moratti, che  il suo atteggiamento nei confronti delle istituzioni era di ben altra natura in occasione delle accuse che erano state mosse all’Inter, al suo operato, all’operato dell’allora presidente Facchetti e di lui stesso, in veste di azionista di riferimento.

Allora si trattò di una reazione a dir poco sdegnata ma, poi, considerando la sopraggiunta prescrizione per i fatti ascrittigli, l’atteggiamento cambiò radicalmente. Della Valle dovrà aspettare invano.

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