Depressione: sintomi e cure

La depressione è una brutta malattia che sta incombendo nel nostro PaeseLa depressione è il nuovo male del secolo. Sempre più persone sono affette dai sintomi di depressione. Soprattutto con l’arrivo dell’autunno e dello scorciarsi delle ore di luce. La depressione ha dei sintomi ben precisi, da non confondersi però con il naturale malessere stagionale. Tra i sintomi principali della depressione ci sono i disturbi del sonno, demotivazione generale nei confronti sia del lavoro che delle normali abitudini quotidiane, mancanza di energia, umore a terra. Insomma la depressione ha sintomi di diversa natura, ma avere uno o più di questi sintomi, non significa necessariamente essere depressi. La depressione è una patologia seria, da tenere sotto controllo medio, assolutamente da non sottovalutare. Tra i sintomi più rilevanti, oltre ovviamente a sentirsi giù di tono, ci sono anche la sensazione di essere inutile e un desiderio nascosto, ma non troppo, di morte. Fate attenzione anche all’intestino. Sembra che uno dei sintomi di depressione più comuni ai pazienti, sia una improvvisa irregolarità intestinale, con conseguente aumento o diminuzione di peso. Chi è veramente depresso vive uno stato d’animo assolutamente inerme, che si rispecchia anche sulla sua espressione facciale.

Gli uomini tendono a non dare peso ai sintomi della depressione. Solitamente rispondono allo scatenarsi della malattia con atteggiamento irritato e nervoso. Il nervosismo può essere causato anche da irregolarità intestinale. Per questo le persone che hanno il timore di cadere in depressione dovrebbero prima di tutto prendersi cura dell’intestino, assumendo con regolarità uno Yogurth probiotico che aiuta a migliorarne la regolarità. Sembra uno scherzo, ma è così. Ovviamente, quando i sintomi della depressione si fanno più importanti, e sono accompagnati da senso di completa inutilità, apatia completa e desiderio di morte, è meglio rivolgersi immediatamente ad un medico specialista. Le donne sono le più colpite. O forse sono le più propense ad accettare l’incorrere della malattia.

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