Giornata mondiale contro l’Aids: il virus cala, ma c’è

Giornata mondiale contro l'Aids

Ogni anno il primo dicembre ricorre la giornata mondiale contro l’Aids, una malattia contagiosa che da anni fa parte della vita degli uomini. Secondo alcuni dati scientifici sono diminuiti del 20% le morti causate da questa terribile malattia, ma c’è una scarsità di prevenzione e anche se la ricerca sta facendo numerosi passi avanti, si riesce sempre meno a garantire le giuste cure a tutte le persone malate di Aids. C’è quindi un calo abbastante importante della mortalità e diminuiscono anche i contagi, ma il problema persiste.

L’Aids è una delle malattie più brutte che possano esistere e ne sono principalmente affetti i bambini africani, anche se sta migliorando tantissimo la condizione delle donne sieropositive in gravidanza. La ricerca ha permesso infatti che molti bambini nascessero senza portare il marchio di questa orrenda malattia. Quello purtroppo che manca è sempre la prevenzione. In Italia ogni tre ore c’è un nuovo contagio, una situazione alquanto allarmante che porta alla diffusione di circa tremila malati all’anno. Nel nostro Paese l’Aids viene considerata ancora come una malattia tabu, una situazione che deve assolutamente migliorare e questo è possibile esclusivamente attraverso l’informazione. E’ strano come molte persone non si sottopongano al test dell’Hiv, molti infatti scoprono di essere malati quando ormai l’Aids è in uno stato di avanzamento e sono soprattutto le persone ultratrentenni ad esserne vittime.

Il contagio avviene per il bel 80% attraverso i rapporti sessuali .Nel 2012 ci sono ancora persone che praticano rapporti sessuali occasionali non protetti e questo implica una maggiore diffusione della malattia. Nelle zone del mondo a basso reddito c’è il contagio maggiore, qui a causa della povertà non arrivano abbastanza cure e quindi i soggetti a rischio diventano delle vere bombe per chi gli sta vicino. La ricerca sta facendo passi avanti per l’Aids, ma bisogna fare ben altro per riuscire ad eliminare questa malattia.

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