Kaurismaki commuove al Festival del Cinema di Locarno

Povertà e disperazione sono i due temi affrontati da Aki Kaurismaki, raccontati attraverso una storia densa di poesia e speranza sil destino dell’umaninità. Il tema dominante è l’immigrazione che raprresenta un fenomeno attivo da secoli e che segna talvolta il destino di interi popoli. In Le Havre al Festival del cinema di Locarno la fratellanza sconfigge la banalità e l’ignoranza.

Andrè Wilms è il protagonista che interpreta il ruolo di lustrascarpe. Un genere drammatico che comunica diversi aspetti della nostra società e li affronta in maniera chiara così da arrivare ad un pubblico più ampio.  Il lustrascarpe nel porto di Le Havre cerca di salvare un bambino immigrato, una storia raccontata in maniera avvincente e interessante, per produrlo sono stati spesi 3,8 milioni di euro. Per Kaurismaki si tratta del secondo film in francese dopo aver realizzato vita da boheme del 1992.  Il cinema è un canale comunicativo piuttosto apprezzato dai giovani che in questo modo si avvicinano anche a realtà importanti che meritano una certa riflessione. Il tema dell’immigrazione è senza dubbio attuale e questo permette anche di conoscere cosa vive l’immigrato quando giunge in un paese diverso e quelle che sono le difficoltà che deve affrontare.

Tutto ciò stimola senza dubbio alla tolleranza e crea anche la possibilità di avere uno scambio interculturale piuttosto interessante, arricchirsi a vicende con le esperienze altrui consente di conoscere realtà diverse e soprattutto di imparare a rispettarle. L’immigrazione è un fenomeno che deve essere gestito in maniera opportuna anche per dare agli immigrati stessi la possibilità di avere accesso a una vita dignitosa quando giungono speranzosi in un altro paese. È un film che continua a sottolineare la bravura di Kaurismaki nel saper comunicare con il suo pubblico e di affrontare sempre nel modo giusto tematiche così importanti.

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