L’omicida di Franca Monfrini ha finalmente un nome

Apparecchio bancomat presso il quale la sospettata ha effettuato dei prelievi
L’omicida di Franca Monfrini, l’anziana donna trova uccisa nel suo appartamento alla periferia  di Milano, sembra avere un nome. E’ stata infatti fermata Alba Sevillano, una 27enne equadoriana  immigrata con tutti i crismi della regolarità e quindi in possesso di regolare permesso di soggiorno, incensurata, disoccupata, che conosceva bene la vittima in quanto ii genitori del suo convivente, del resto estraneo alla vicenda,  abitano nello stesso stabile nel quale abitava l’anziana donna.
Gli inquirenti sono giunti alla 27enne sudamericana dopo ave visionato i filmati delle telecamere poste vicino ai bancomat, presso i quali aveva effettuato 4 prelievi da 500 € ciascuno, per un totale di 2000 €, ma utilizando la tessera magnetica della Monfrini.

Dopo una serie di appostamenti,  la polizia è riuscita a incrociare per  strada la Sevillano e a fermarla per interrogarla. La sospettata ha ammesso di conoscere la vittima, e di averla aiutata quel giorno a portare in casa le spesa, conferma anche di averle sottratto il bancomat, ma di non ricordare altro.
Si tratta, ovviamente, di una coincidenza alquanto originale e il fatto stesso che la equadoriana non ricordi cosa sia successo nei momenti nei quali si trovava in casa delle sigora Monfrini,  fa sorgere diversi dubbi agli inquirenti tanto che è attualmente in stato di fermo.
Quanto sia successo effettivamente nella casa della vittima ancora non  è ben chiaro, ma gli inquirenti ritengono che la Monfrini abbia sorpreso la sua accompagnatrice occasionale intenta a frugare tra le sue cose e che sia stata uccisa per questo motivo.

Al momento non sono nemmeno state ancora stabilite le esatte cause della morte, per cui sarà necessario attendere l’esito degli accertamenti del medico legale per, eventualmente, confermare o meno il fermo della 27enne equadoriana.
Resta comunque un fatto. La sottrazione della carta bancomat è un dato accertato, così come l’appropriazione indebita di 2000 €, fatto documentato dai filmati delle telecamere poste presso le casse automatiche, quindi resta solo da stabilire se si tratti o meno di omicidio.

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