La serie A si ferma, slitta la prima di campionato

La serie A si ferma, la prima di campionato slitterà a data da destinarsi. La trattativa che si era palesemente indirizzata su una strada praticamente senza vie d’uscita, non è riuscita a dipanare la matassa.
Situazione alquanto paradossale, questa dello sciopero dei calciatori, se si pensa alla attuale situazione economica del Paese, e non solo, dell’Europa intera.

Decisamente più condivisibile lo sciopero della Liga spagnola, sciopero determinato dal mancato pagamento delle spettanze ai giocatori da parte di diverse squadre.
La ragione del contendere nostrana era ben diversa, una ragione tutta italiana, se vogliamo, che certamente lascia sconcertati i milioni di tifosi, e non solo loro, che non riescono a capire per quale motivo dei giocatori così profumatamente pagati, facciano sciopero.

Eppure, in questo momento delicato, fare partire il campionato poteva e doveva essere un segnale di normalità, un segnale anche distensivo nei confronti della difficile situazione che il Paese sta attraversando.
Ma si sa, chi ha la mangiatoia stracolma, non riesce o non vuole vedere le tante  mangiatoie che ha di fianco e che sono tristemente vuote.
Un grave errore “politico”, come è di moda dire, da parte dei sig. calciatori, ma soprattutto un grave errore che potrebbe pesare sulla loro immagine.
Ma probabilmente questi signori sono ben consci, o almeno così ritengono, che al primo fischio di inizio, tutti si dimenticheranno di questa loro presa di posizione, pretestuosa e assurda, e continueranno ad osannarli  come e più di prima.

L’Aic, quindi, con la sua decisione di non scendere in campo, si è assunta una responsabilità estremamente grave, mentre avrebbe dovuto rendersi conto del momento poco indicato per una decisione del genere.
Del resto, non  vi era nessun obbligo che la firma del contratto ci dovesse essere prima dell’inizio di campionato. Si poteva fissare un termine e, nel frattempo, cominciare. Ma non c’è stata la volontà di farlo.

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