Libia, ribelli scendono in piazza, carri armati sparano

I ribelli festeggiano con la folla e vengono attaccati dai carri armati

La rivolta contro Gheddafi è scoppiata a metà febbraio e le proteste anti-regime si sono diffuse rapidamente. Una brutale repressione ha rapidamente trasformato la protesta in una ribellione armata. I ribelli sono però riusciti a sequestrare la Libia orientale creando un governo di transizione internazionalmente riconosciuto.
Gheddafi comunque si è aggrappato con le unghie al restante territorio, e per mesi, nessuna delle due parti era stata in grado di rompere l’altra.

Ai primi di agosto, però, i ribelli hanno lanciato un’offensiva, con l’intenzione di aprire un nuovo fronte occidentale per sbloccare la situazione.  Questa mattina però, dopo che i ribelli sono scesi nella Piazza Verde (già ribattezzata Piazza dei Martiri) insieme alla folla per festeggiare quelle che si considera la fine del regime Muammar Gheddafi, i carri armati libici hanno bombardato e sparato in alcune zone di Tripoli.

Nonostante si consideri terminato il regime e non si sappiano esattamente quali siano state le sorti del Muammar, i fedeli di Gheddafi non mollano e continuano a combattere contro i ribelli. Secondo una fonte diplomatica, però, Gheddafi potrebbe aver trovato riparo in uno dei suoi numerosi bunker ma che ormai è giunto il momento che si tiri indietro e, di conseguenza, anche i suoi fedelissimi.

E’ inoltre stato confermato dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aia che, Saif al-Islam, uno dei figli di Gheddafi, è stato arrestato con la grave accusa di crimini contro l’umanità.
Mustafa Abdel Jali, presidente del Cnt, ha dichiarato che Saif è sotto stretta sorveglianza in un posto sicuro in attesa che venga giudicato.

Catherine Ashton, l’Alto rappresentante per la politica estera e sicurezza comune della Ue, ha fatto un appello a Gheddafi chiedendogli di farsi finalmente da parte e di evitare un ulteriore bagno di sangue. Nel frattempo anche il Ministro degli Esteri Franco Frattini fa un appello a Gheddafi chiedendogli di andare via per evitare conseguenze terribili, infatti sembra non esserci più spazio per le mediazioni in quanto Tripoli, ormai, è in mano all’opposizione del regime. Inoltre il Ministro tranquillizza gli italiani comunicando che, tutti quelli presenti in Libia erano stati prontamente evacuati nei primi giorni della crisi.

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