Mammo Italiano partorisce Eva-Vaticano grida allo scandalo: Ma è una storia vera?

Tempo fa ci siamo occupati di una storia molto “particolare” che ha sollevato un polverone notevole. La storia parlava di un uomo italiano, di Roma con precisione, che dava alla luce una bambina chiamata Eva. L’uomo infatti, che di nome fa Giorgio, avrebbe deciso di portare avanti una gravidanza, attraverso utero artificiale.

Sulla veridicità della notizia si parla molto, ovvero si dice in giro che la storia è assolutamente inventata in quanto presa da un quotidiano gratuito metropolitano che aveva dedicato una pagina particolare ad ipotetiche storie future, ambientate nel 2030, e tra queste spunta la storia di Giorgio, mammo italiano.

Tralasciando per un attimo la veridicità o meno della notizia, nasce un punto di riflessione sulla storia, in quanto in rete si sono formate due ben distinte classi di pensiero se non più, dove prevale  la “pro-omo-genesi” ovvero tutte quelle tesi che si dicono favorevoli all’amore, al rispetto, alla tolleranza, sopratutto verso le “famiglie” omosessuali; Di contro però assistiamo alle tesi più restrittive o comunque meramente “tradizionaliste” che non riescono a concepire l’idea, nemmeno futura, di un “uomo incinto”.

Si potrebbe parlare per ore e sicuramente esperti della materia saprebbero occuparsi con maggior precisione dell’argomento, ma una cosa è sicura, vera o falsa che sia la notizia, anche se prospettava nel futuro, si apre la coscienza vera dell’uomo, si offre un maggiore spunto di riflessione sulla scienza, sulla vita, sul tema scienza/vita. La coscienza dell’uomo ha un limite? La scienza ha dei limiti nei confronti dell’uomo? L’uomo sarebbe disposto a sacrificarsi per il bene del progresso e lo scienziato sarebbe disposto a tutto pur di raggiungere il successo?Riflettiamoci un pò su,  anche perché in giro si sentono storie, vere purtroppo, che magari non hanno a che fare con uteri artificiali, ma che comunque vanno a toccare la natura dell’uomo e come viene “manomessa” dalla mente umana.

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