Meghan Markle rivela: “I reali temevano che la pelle di Archie fosse troppo scura, ho pensato al suicidio”

Meghan Markle ha rivelato ad Oprah Winfrey che i reali inglesi temevano che la pelle del primogenito Archie Harrison Mountbatten-Windsor fosse troppo scura. La 39enne duchessa di Sussex nonché attrice statunitense, moglie dal 19 maggio 2018 del principe Henry, ha parlato di razzismo a Buckingham Palace.

Meghan ha dichiarato: “I reali temevano del colore della pelle di Archie. Ci sono state conversazioni su quanto potesse essere scura la sua pelle alla nascita. Ci sono state più conversazioni su questo argomento. Loro ne hanno parlato con Harry. Se posso farti i nomi di chi ha detto queste cose? Credo che la cosa li danneggerebbe troppo”.

L’attrice statunitense ha proseguito: “Nei mesi in cui ero incinta di Archie ci dissero anche che non gli sarebbe spettato nessun titolo né garantita la sicurezza. La famiglia reale non voleva che mio figlio fosse principe o ricevesse protezione. Se sono stata in silenzio o silenziata? La seconda. Se ho paura di una vendetta? Ti dico che non vivrò la mia vita nella paura!”.

Meghan ha spiegato che è stata Kate Middleton a farla piangere, e non il contrario. “I giornali mi accusarono di aver fatto piangere mia cognata Kate – ha detto Markle -. In realtà fu il contrario. Pochi giorni prima delle nozze, se la prese per un problema riguardante gli abiti della damigella, sua figlia Charlotte. Fui io a piangere, e lei si scusò perfino, mandandomi fiori e un biglietto. Peccato, però: quando quella brutta storia venne fuori, non la smentì mai e avrebbe potuto. Da allora fui vittima di un’autentica campagna di denigrazione. Le allusioni sulla stampa trasformarono il pericolo generale in minaccia mortale”.

La moglie del principe Harry, che è incinta per la seconda volta, ha pensato di togliersi la vita: “Quello è stato un periodo terribile e pensati di togliermi la vita. Chiamai ripetutamente The Institution, l’istituzione, che organizza le vite dei reali. Quando ho capito di volermi uccidere ho chiesto aiuto, fatemi andare in ospedale. Non me lo permisero. Dicevano che avrebbe danneggiato la loro istituzione”.