Melania Rea, ultime notizie: Salvatore Parolisi in silenzio davanti al Gip

Omicidio Melania Rea, ultime notizie: Parolisi fa scena muta davanti al gip

Omicidio Melania Rea, ultime notizie: Salvatore Parolisi non risponde all’interrogatorio nel carcere di  Teramo, fa scena muta.  Il Gip di Teramo non crede all’alibi del caporalmaggiore dell’esercito  e accoglie la richiesta della Procura di arresto per il marito della giovane donna di Somma Vesuviana. Il delitto Rea sembra destinato ad avere una soluzione molto vicina nel tempo. Il gip Giovanni Cirino, infatti, conferma che l’alibi di Parolisi è assolutamente inconsistente, smentendo, quindi, i legali difensivi del caporalmaggiore. Certo, egli potrà sempre far valere le sue ragioni durante il processo che si terrà nel tribunale di Teramo, ma la sua posizione si aggrava di ora in ora.

Secondo le ultime notizie, Melania Rea sarebbe stata uccisa dal marito: oramai, per la procura e il gip, si tratta di una certezza, difficilmente non comprovabile. Il caporalmaggiore non è mai stato a Colle San Marco con la famiglia, non ha mai partecipato alle ricerche della moglie. Inoltre, Salvatore Parolisi avrebbe attuato goffi tentativi di depistare le indagini commettendo, purtroppo, azioni di vilipendio sul cadavere di Melania.

La linea difensiva dei legali Walter Biscotti e Nicodemo Gentile fa acqua da tutte le parti. Prima l’uscita sulla foto scattata dagli studenti (ma l’auto ritratta non era quella dell’assassino); poi la presenza dei capelli di donna sul cadavere di Melania, ritrovamento smentito con forza dalla stessa Procura di Ascoli. Ora la scena muta del caporalmaggiore che non risponde alle domande fatte nell’interrogatorio nel carcere di Teramo.

A differenza di altri delitti, il giallo sull’omicidio della giovane di Somma Vesuviana sembra aver già offerto la sua verità. L’alibi di Parolisi non regge, non risulta credibile ed anche “offensivo” nei confronti dell’umana intelligenza. Ma ognuno fa il suo mestiere: gli avvocati fanno gli avvocati, anche sapendo, probabilmente, della colpevolezza del proprio assistito.

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