Montagnier, caso della “memoria dell’acqua”: l’omeopatia può far male?

Montagnier, fisico e scienziato di fama internazionale non ci sta a tenere il caso della “memoria dell’acqua” sotto la sabbia. Nel 1988, infatti, la rivista scientifica “Nature” aveva pubblicato un lavoro di ricercatori francesi che sosteneva che l’acqua avesse qualità mnemoniche: in altre parole l’acqua è in grado di “ricordare” e quindi ricreare il Dna di qualsiasi sostanza venga posta al suo interno.

Il direttore generale della rivista, esperto di scienza e di fisica, non ne fu molto affascinato e fece di tutto per spiegare che se l’acqua avesse realmente la memoria, le conseguenze degli esperimenti per dimostrarlo potevano avere delle pericolose ripercussioni. Nel 2010 Montagnier ritorna a far parlare dell’esperimento archiviato, proponendo un nuovo studio. In questo lavoro scientifico si parla della capacità dell’acqua di rigenerare completamente il Dna di un anticorpo che viene sciolto al suo interno. Una scoperta che non ha alcun riscontro nelle leggi della fisica e che fa pensare a molte delle doti “nascoste” dell’omeopatia.

Montagnier, con il suo nuovo studio, porta alla ribalta il caso della memoria dell’acqua e fa porre dei quesiti sulle capacità e sulle potenzialità della cura attraverso l’omeopatia. Dal lavoro, pubblicato sul “Journal of Physics”, emergerebbe la capacità dell’acqua di ricreare particelle di Dna batterico non più integre, grazie alla memoria genomica che detiene la sostanza trasparente. Secondo Montagnier l’acqua è in grado di trasmettere onde elettromagnetiche in grado di riformare il batterio. L’ipotesi è che queste capacità delle onde elettromagnetiche sarebbero in grado di spiegare gli effetti dell’omeopatia. Per adesso però i dati sono troppo scarsi per dichiarare qualcosa di così bello per essere vero.

Gli studi dello scienziato non rivelano nulla di nuovo sulle capacità dell’omeopatia e necessitano di essere ripetuti e riconfermati. Nessumo studio ha mai dimostrato che la cura di malattie con elementi naturali possa essere efficace e questo studio potrebbe rappresentare la chiave di volta. Le capacità dell’omeopatia e dell’acqua dovranno essere testate su modelli animali ed umani per provare che di non aver effetti realmente negativi sull’individuo. La cura naturale può far male? Gli esperimenti continuano e la scienza cerca risposte.

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