Omicidio Rea: verifiche nella casa di Folignano

Il caso Rea continua ad essere un rompicapo, la morte della giovane Melania non ha ancora avuto una spiegazione e suo marito Salvatore Parolisi continua a restare in carcere con l’accusa di averla uccisa. Attraverso una lettera, inviata a Ilaria Mura di Quarto Grado, ribadisce la sua innocenza sostenendo che ‘tradire non è reato’.  Dal carcere scrive anche lettere a Ludovica e qui la cosa si complica non riuscendo davvero a capire il suo atteggiamento.

Dai messaggi che i due si scambiavano in chat sembrava intercorrere un rapporto piuttosto serio e concreto e lui lasciava tranquillamente intendere di essere intenzionato a lasciare sua moglie. Ludovica lo aveva messo dinanzi ad un out out, doveva lasciare sua moglie oppure lei non avrebbe più accettato questa storia, affermazioni che si leggono dai messaggi in chat ma che poi sembrano non essere confermati da entrambi da quanto emerso dagl initerogatorio. Senza dubbio in questo caso le bugie raccontante sono davvero tante e Parolisi se è finito in carcere gli inquirenti hanno prove concrete per ritenere che egli in qualche modo sia coinvolto nella morte di sua moglie. Si avanzano tante ipotesi ma restano solo delle supposizioni, bisogna attenersi ai fatti e attendere il lavoro degli inquirenti. Gli accertamenti e le verfiche che si sono svolte a Folignano nella casa di Parolisi secondo il legale sono del tutto inutili perché ci sono innumerovoli  tracce dei coniugi e di chi ha frequentato la loro casa.

L’omicidio di questa giovane mamma resta per il momento irrisolto, mentre la sua piccola è con i nonni materni. Il dolore dei familiari è davvero tanto soprattutto perché è proprio Salvatore, marito della figlia ad essere finito dietro le sbarre. Gl inquirenti stanno lavorando attentamente su quanto a disposizione, non resta che attendere i risultati dei prossimi esami con la speranza di arrivare quanto prima ad un colpevole.

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