Ora spunta anche la tassa su cani e gatti


Ora spunta anche la tassa su cani e gatti d’affezione. Il provvedimento parte da lontano. Infatti, aveva iniziato il sui iter nel 2009 con una proposta di legge a firma di due deputate del PDL, Jole Santelli e Fiorella Rubino Ceccacci, ed ora è in commissione dopo aver terminato l’esame nel marzo di quest’anno. Secondo  la proposta di legge, i comuni possono deliberare una tariffa comunale per i possessori di cani e gatti per finanziare la lotta al randagismo. Dovrebbe essere altresì istituita anche una speciale anagrafe, che del resto già esiste, solo che è obbligatoria solo per i cani e non per i gatti. Sarebbero esonerati da questa tassa, grazie ad un emendamento dell’IDV, coloro che hanno adottato un cane preso una struttura comunale.

E tutti quelli che li hanno adottati togliendoli direttamente dalle strade o dai rifugi? Non dovrebbero forse godere della stessa esenzione?
Ma a parte questa considerazione, un provvedimento del genere, se mai venisse approvato in aula, non farebbe altro che accrescere ancor di più il fenomeno del randagismo, perché in molti si libererebbero dell’amico a quattro zampe per non pagare l’ennesimo balzello. Ormai, agli italiani, non resta che dover pagare l’aria, ma abbiano fiducia gli abitanti del Bel Paese, che prima o poi con questi esimi professori che si ritrovano al governo, dovranno pagare anche quella.
L’ennesima, e in questo caso, sconsiderata gabella da scaricare sulle spalle dei cittadini che ormai non hanno più nulla da dare.

Gli illustrissimi componenti dell’esecutivo, Monti in testa, non pensano ai tanti pensionati  che sono riusciti a superare la solitudine proprio grazie ad un amico peloso che tiene loro compagnia? E i tanti che dividono la loro esistenza con più di un gatto o un cane, quanto dovrebbero pagare?
Siamo effettivamente al paradosso. La situazione sta diventando sempre più insostenibile e si fa approdare in aula un intervento legislativo del genere invece di uno che preveda l’abolizione del finanziamento ai partiti e il dimezzamento dei parlamentari.  C’è effettivamente qualche cosa che non va.

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