Processo morte Michael Jackson : Si aggrava la posizione del medico che lo curò

Nuove indiscrezioni sul processo per la morte di Michael Jackson. A distanza di quasi due anni dalla morte della pop star, si ritorna a parlare di lui e del processo che dovrebbe decretare eventuali responsabilità in merito all’infarto che scatenò il decesso della star. Una situazione sempre più ingarbugliata questa, da cui sembra non riuscire a venire a capo. Fin da subito, infatti, si prese in considerazione la pista dell’omicidio colposo da parte del medico che curava il cantante in quel periodo, il Dottor Murray, il quale avrebbe somministrato all’artista una dose letale di farmaci.

Il medico però si è sempre dichiarato innocente, puntando piuttosto l’attenzione sulle abitudini di vita di “Jacko”, negli ultimi anni divenuto vittima dell’abuso sempre più frequente di farmaci. Una strategia difensiva questa, adottata sin dalle prime ore dal dottor Murray che non ha mai esitato nella ricostruzione dettagliata delle ultime ore di vita dell’artista. Il medico sarà processato il prossimo 29 settembre.

Il giudice ha però respinto la richiesta di Murray di far testimoniare alcuni medici che avevano preso in cura Michael Jackson negli anni precedenti alla morte.  Un vero e proprio colpo per il medico che, a quanto pare, dovrà rinunciare ad una delle principali armi in sede processuale. L’intento della strategia difensiva era proprio quello, infatti, di dimostrare attraverso la testimonianza di altri colleghi, ed in particolare al dermatologo Arnold Klein, la dipendenza sviluppata dal cantante nei confronti di alcuni farmaci. La posizione di Murray si aggrava e i rischi che finisca in prigione aumentano sempre di più.

E intanto continuano i preparativi per l‘attesissimo evento “Michael Forever” a cui parteciperanno numerose star tra cui i familiari dello stesso Jackson, ad esclusione di Janet che sembra aver declinato l’invito in quanto il concerto si terrà negli stessi giorni del processo che deciderà il grado di colpevolezza di Murray  rispetto alla morte di Michael.

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