Scontri Roma, il ragazzo dell’estintore è pentito: “Non sono un black bloc”

Scontri Roma arrestato ragazzo estintore

Ha un’identità e un volto il ragazzo dell’estintore la cui immagine è diventata il simbolo degli scontri di Roma avvenuti lo scorso sabato durante la manifestazione pacifica degli indignati. Soprannominato “Er pelliccia”, il ragazzo dell’estintore si chiama Filippo Filippi, la Digos è riuscita ad incastrarlo grazie alle numerose immagini che lo ritraggono intento a lanciare proprio un estintore contro le forze dell’ordine. Un lavoro che la polizia scientifica è riuscita a portare a termine anche grazie ai genitori del ragazzo, che subito lo hanno riconosciuto dalle numerosi immagini che sono emerse dagli scontri di Roma.

I genitori sono rimasti letteralmente sconvolti da quello che ha causato il ragazzo, poteva accadere il peggio, ma per fortuna nessun carabiniere è stato colpito dall’estintore. Filippo Filippi è uno studente di psicologia, ha avuto nel passato problemi legati agli stupefacenti, ma si è detto totalmente pentito di quanto accaduto: “Sono pentito ma non sono un black-bloc. Probabilmente mi sono lasciato trascinare dagli avvenimenti”. Non farebbe parte quindi di alcuna fazione estremista, ma sta di fatto che era arrivato in quella manifestazione per creare esclusivamente un grande caos e realmente ha rischiato grosso. Il ragazzo dell’estintore, ormai identificato in questo modo, è accusato di resistenza pluriaggravata e difficilmente riuscirà a cavarsela con poco. Maroni e La Russa avevano dichiarato che questi teppisti non avrebbero avuto vita semplice, insomma la prigione non gliela toglie nessuno.

Che finalmente la giustizia riesca a fare il suo dovere? Ne dubitiamo altamente, ma ovviamente l’arresto di Filippo Filippi è solo una piccola goccia in un mare immenso. Il ragazzo dell’estintore non fa parte dei black bloc, ma qualcun altro dovrà assolutamente pagare. Continuano intanto le indagini della polizia scientifica, gli scontri di Roma non devono passare in secondo piano, si tratta di un evento gravissimo per la nostra società, non può una manifestazione pacifica trasformarsi in uno scenario di guerra.

WebWriter