Silvia Toffanin ricorda la sua adolescenza: “Mio padre non mi faceva uscire, era molto geloso”

Silvia Toffanin ha ricordato la sua adolescenza durante un’intervista rilasciata al settimanale Grazia in cui ha rivelato che suo padre non la faceva uscire, perché era molto geloso. Alla rivista diretta da Silvia Grilli, la conduttrice tv di Verissimo ha parlato della sua infanzia e adolescenza a Cartigliano, provincia di Vicenza, 3.000 abitanti, con la mamma bidella e il papà operaio.

Silvia Toffanin – Foto: Facebook

La compagna del patron di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ha dichiarato: “I miei genitori lavoravano, e io passavo molto tempo coi nonni. Il nonno mi raccontava i pettegolezzi del posto. Mi coinvolgevano nelle loro attività: Rosario, processione durante il mese della Madonna, briscola e settebello. Giocavamo spesso a carte, vincevo”.

La presentatrice tv di Verissimo ha poi rivelato: “Direi nessuno, con mio padre geloso. In paese usava che i ragazzi, le comitive di amici citofonassero per dire ‘scendi’, senza esserci messi d’accordo prima. Rispondeva mio padre, e ogni volta: ‘Silvia non c’è’. Non mi faceva uscire. Ogni tanto mi permetteva di andare in discoteca, a condizione che mi accompagnasse lui. Mi aspettava chiuso in macchina nel parcheggio. Inutile dirgli di andarsene a casa per tornare a riprendermi. Non si muoveva da lì”.

A 18 anni è iniziata la sua avventura a Roma con i risparmi dei nonni. “Vai, viaggia, diceva mamma, ‘non fare come me che sono rimasta qui’. Lo stesso mio padre. Era come se mi stesse dicendo: ‘Io ti ho insegnato a camminare, ora tocca a te”. E poi “Milano, Parigi, Atene, Londra, Barcellona. Avevo iniziato a lavorare molto”, ma nell’ambiente della moda ammette di sentirsi a disagio: “Io mi sento sempre un pochino a disagio. Ovunque, anche oggi. Allora avevo paura di tutto, il mio freno o salvezza è stata la paura. Paura di uscire, paura delle menzogne. La mia vita erano lavoro e casa”.

Che cosa sognava da bambina? “Da bambina sognavo i vestiti – ha detto la conduttrice tv di Verissimo – A 14 anni, con i soldi dei primi lavori, servizi fotografici per cataloghi di negozi della zona, in genere tute da sci, compravo i vestiti. Mia madre ha conservato di sicuro i cataloghi. Me ne sono andata di casa che avevo sulla parete i poster di Claudia Schiffer, sul letto i pupazzi, ed è ancora tutto lì. La mia cameretta è rimasta intatta”.