Silvio Berlusconi prosciolto per il caso Mediatrade

Silvio Berlusconi, il presidente del Consiglio, prosciolto dal tribunale di Milano
Silvio Berlusconi
è stato prosciolto per il caso Mediatrade dal giudice per l’udienza preliminare Maria Grazia Vicedomini. Il presidente del Consiglio che era indagato per frode fiscale, è stato quindi prosciolto perché assolutamente estraneo alla vicenda, mentre sono stati rinviati a giudizio il figlio Piersilvio Berlusconi e il presidente di Mediaset,  Fedele Confalonieri.
Sentenza che, secondo Berlusconi, dovrebbe mettere fine ad una vicenda che lo vedeva indagato, nonostante fosse completamente estraneo ai fatti, anche se la Procura di Milano ha già annunciato che ricorrerà in Cassazione.

“E’ un grave scandalo che la Procura di Milano mi accusi e che i loro colleghi mi prosciolgano”, dice Berlusconi, “tanto è vero che questo è il venticinquesimo processo  nel quale sono stato assolto o considerato estraneo ai fatti”.
Gli stessi avvocati del Premier, Ghedini e Longo, si dicono soddisfatti anche se in un certo senso ironizzano sull’andamento della vicenda. Secondo  l’avv. Ghedini, le cose sono andate come era logico che dovessero andare. “Si tratta in effetti di una decisione perfettamente in linea con le carte processuali”, dice l’avvocato di Berlusconi, “visto che il mio assistito non ha avuto la ben che minima parte nella vicenda. Quando verranno rese note le motivazioni, sapremo meglio quali sono state le considerazioni del giudice Vicedomini. In effetti, non si tratta di una vittoria, me del semplice fatto che un giudice coscienzioso ha voluto ascoltare ed esaminare le nostre ragioni e quindi ha pensato di prendere una decisione che avrà anche effetti sul processo dei diritti Tv di Mediaset”.

Secondo l’avvocato Longo, si tratta di una sentenza abbastanza rara, visto che è stata presa a Milano. “Una rondine non fa primavera”, dice l’avvocato del Premier, “e comunque continua ad esserci l’accanimento dei giudici di Milano nei confronti del mio assistito”.
Alla base della vicenda giudiziaria, l’ipotesi che fossero stati gonfiati  i diritti TV acquistati da società di produzione statunitensi, al fine di creare fondi neri.

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