Siria, i carri armati sparano sui civili

attacco dei carri armati in Siria, decine di morti e centinaia di feriti

Continuano le brutte notizie correlate alle manifestazioni in Siria. Il presidente Assad ha pensato di passare all’attacco, ma lo ha fatto nel modo più errato immaginabile. I carri armati irrompono nella città, sparando raffiche di fuoco sui civili. In pochi attimi il caos diventa terrore, decine di morti e la strage non sembra sostare.

Immediata la reazione del presidente degli Stati Uniti Obama. Una strage del tutto fuori luogo, solo un altra decisione impulsiva e manovrata dalla violenza. La domenica di sangue è stata una vera e propria violenza gratuita nei confronti dei civili. Assolutamente la giornata più cruenta dall’inizio delle vicende che coinvolgono il presidente Bashar el Assad.

Crudele anche la scelta dell’attacco, avvenuto alla vigilia del Ramadan. I carri armati hanno invaso la città Hama, simbolo della rivolta, compiendo un massacro mai visto. Secondo alcune indiscrezioni, si contano circa 130 morti e oltre centinaia di feriti.

La risposta degli Stati uniti, dell’Unione Europea e dell’Italia è unanime : cessare la violenza ed evitare altre vittime gratuite. Si fanno molto più forti le pressioni per velocizzare la decisione da parte dell’Onu, la quale ancora non ha scelto una decisione concreta. Grande orrore nelle parole del presidente americano Obama, il quale ha subito chiesto di isolare il presidente Assad dalla comunità internazionale. Anche Franco Frattini, attuale ministro degli Esteri, cerca di pressare la decisione dell’Onu, chiedendo una riunione quanto prima possibile.

L’attacco è stato violentissimo e molto potente. I carri hanno iniziato a sparare cannonate in ordine di circa quattro al minuto. Contemporaneamente i militari hanno dato lanciato fuoco pesante contro barricate e persone. I colpi delle mitragliatrici pesanti si sono rilevati devastanti. Il fuoco incessante ha letteralmente distrutto le barricate e provocato decine di morti istantanei.

Ma la città di Hama non è stata l’unica vittima dell’attacco. Sotto pressione anche Harasta, cittadina nelle vicinanze di Damasco, dove si contano circa 42 persone ferite da bombe a frammentazione. Altre vittime ad est della Siria, presso Deir Ezzor, dove i cecchini hanno ucciso circa 19 persone. Anche nel sud della Siria si contano altri 6 morti. Una vicenda sicuramente triste e priva di razionalità. Si attendono le reazioni immediate da parte della comunità internazionale. Il massacro deve finire.

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