Sla: nuove cure a base di Epo

campioni del Genoa e della Sampdoria uniti contro la Sla

In un convegno avvenuto oggi, la AriSla, fondazione Italiana per la ricerca sulla Sla, ha presentato al grande pubblico otto progetti mirati a sconfiggere la malattia. Il più rilevante, per adesso, sembra quello relativo all’uso dell’ Epo. L’Epo è un medicinale che deriva da una proteina, in grado di proteggere i neuroni dall’avanzamento della Sclerosi laterale Amiotrofica. Ma è anche un medicinale di cui è vietato l’uso da parte degli sportivi. La scoperta fa parte del progetto Eposs eseguito dall’Istituto Besta di Milano grazie ai finanziamenti della Fondazione Italiana per la ricerca sulla Sla.  Lo studio avrà lo scopo di testare il medicinale su un gruppo di 50 pazienti malati di Sla con lo scopo di scoprire la corretta posologia del medicinale e la eventuale tossicità.  Giulio Pompilio, coordinatore del progetto per l’AriSla, spiega che il medicinale Epo deriva dalla Eritropoietina una sostanza capace di aumentare il livello dei globuli rossi nel sangue e anche di proteggere i neuroni dalla degenerazione naturale della malattia.

Ovviamente però non tutta la sperimentazione potrà essere fatta sugli uomini. Come spiega il dottor Pompilio è molto meglio studiare il processo degenerativo del mono neurone della Sla in laboratorio, piuttosto che sugli uomini, visto che sarebbe decisamente complicato se non addirittura impossibile. In laboratorio gli scienziati creeranno i motoneuroni malati approvvigionandoli direttamente dai pazienti malati di Sla. Dopo aver studiato il comportamento delle cellule, dovranno anche capire se sarà possibile utilizzare cellule staminali ottenute da persone sane. Insomma un gran lavoro, che speriamo possa portare a ottimi risultati. Tra gli altri studi, in totale sono 8 quelli presentati oggi dall’AriSla, spiccano quello relativo alle cellule staminali infantili, ottenute rigenerando l’epidermide e quello che studia le molecole micro Rna, le molecole che comandano l’attività dei geni. Ma anche lo studio che punta sul patrimonio genetico di un insetto sembra poter portare verso la cura.

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