Torino, falso allarme alle Poste di via Reiss Romoli, non era antrace

Ufficio postale, teatro del ritrovamento della polvere sospetta
Torino
:  trovata della polvere sospetta nell’ufficio postale  di via Reiss Romoli, una polverina azzurra che sembrerebbe essere un residuo di detersivo o di un estintore. L’allarme antrace scattato in precedenza è rientrato quando sono stati resi noti i risultati delle analisi eseguite dall’istituto zooprofilattico di Torino, diretto dalla dott.ssa Maria Caramelli.

L’allarme era scattato quando alcuni impiegati addetti alla raccolta della corrispondenza, si sono accorti della presenza in un cassonetto  di smistamento della posta,  di una gran quantità di polverina blu, di origine sconosciuta, con la quale, oltre tutto, si erano anche sporcate le mani.
In momenti come questi, con il terrorismo che tutto è tranne che morto, i dipendenti dell’ufficio postale si sono preoccupati e hanno fatto scattare l’allarme previsto per queste circostanze.

Dei circa 250 impiegati presenti, un centinaio hanno preferito trascorre la notte nell’edificio per motivi di sicurezza e una trentina di loro si sono trattenuti ancora fin quando non sono arrivati i risultati definitivi delle analisi che assicuravano che non si trattava di sostanza pericolosa.
Sul posto, per tutto il tempo, si sono trattenuti anche due squadre dei vigili del fuoco e alcuni uomini della Polizia, impegnati  nelle indagini del caso per cercare di accertare come e, soprattutto, chi possa aver lasciato questa strana polverina.

Nessuno dei soggetti contaminati, diciamo così, ha avvertito malesseri di sorta, ma comunque la paura è stata tanta.
Vista l’eccezionalità della situazione e visto che nell’edificio si erano fermati per lungo tempo, notte compresa, un nutrito numero di impiegati, si è messa in moto anche la macchina organizzativa della Protezione Civile che ha provveduto a far pervenire agli accampati, acqua e pasti caldi, per passare la notte nel migliore dei modi. I responsabili delle analisi hanno comunque assicurato che non vi sono, così come non vi sono stati, pericoli per l’igiene pubblica.

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