Venezia, leone d’oro alla carriera per Marco Bellocchio

Cinema, Venezia: a Marco Belloccchio Leone d'oro alla carriera.

Marco Bellocchio, il regista italiano ribelle e rivoluzionario, ha vinto il leone d’oro alla carriera alla 68esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Il regista ha portato in concorso una versione rimontata di “Nel nome del Padre”. A consegnargli il premio tanto ambito, che segna una vera e propria riconciliazione con il mondo del cinema italiano, è stato il suo regista eterno rivale, Bernardo Bertolucci. Marco è un regista ribelle che rinuncia alla violenza per comunicare, un animo rivoluzionario che predica la possibilità di cambiare e che non si rassegna. La libertà di immaginazione è quello che non deve mai mancare ad un regista, e la nuova versione del suo film, non deluderà certo il pubblico.

Standing Ovation per la consegna del leone d’oro alla carriera a Marco Bellocchio, al Festival del Cinema di Venezia 2011. Il regista vincitore ha fatto sapere che presto realizzerà un film sul caso Englaro, e che questo premio rappresenta una riconciliazione con il cinema e con le istituzioni, ma ne è felice, perchè la libertà è una cosa da conquistare con fatica. Bellocchio e Bertolucci sono stati disegnati rivali dalla nascita: uno amava il cinema inglese e l’altro la nouvelle vague; ma sono nati negli stessi anni ed in città vicine, e per questo sono stati ispirati dalle stesse realtà politiche e sociali. “Nel nome del Padre” sarà presentata agli schermi, riveduta e rimontata, con dei tagli da venti minuti ma lo spirito non sarà meno aspro del primo. Il regista desidera sottolineare ancora il peso della politica degli anni ’70.

La 68esima mostra del Cinema di Venezia concede il leone d’oro alla carriera al regista di “Nel nome del padre, maestro di stile e di libertà di immaginazione, Marco Bellocchio. Molti altri film al Lido fanno storia e lasciano il pubblico con il sorriso sulle labbra. A Venezia c’è stato anche Silvio Orlando, con il film “In missione di pace”, commedia satirica su Francesco Lagi, che interpreta come co-protagonista insieme a suo nipote. Una storia di un golpe militare per catturare un criminale di guerra dell’Ex-Jugoslavia, con una missione nei Balcani. Orlando è una capitano freddo che guida soldati bislacchi, mentre suo figlio, interpretato dal nipote, è un pacifista sfegatato e rompiscatole. Applauditi anche vari Thriller in concorso come “Texas killing fields” di Canaam Mann e “Life without principle” di Jhonnie To. Film spettacolari che si sono battuti a colpo di cinepresa con un grosso omaggio al cinema italiano.

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