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Guè Pequeno parla di trap, droga e soldi

Guè Pequeno ha parlato di trap, droga, soldi e della sua esperienza come giudice a The Voice of Italy durante una recente intervista rilasciata a Vanity Fair. Perché il genere trap spopola tra i ragazzi? “Quando ero piccolo io c’era la musica zarra – ha dichiarato il rapper – e si ascoltava quella. Adesso c’è la trap che è melodica ma soprattutto ha tutta la sua estetica. Da cosa dovrebbe essere incantati i ragazzini, da Tiziano Ferro e Eros Ramazzotti? O da Sfera Ebbasta che è tutto colorato?”.

Guè Pequeno – Foto: Facebook

Il coach di The Voice ha aggiunto: “Grazie ai ragazzini, è diventato accettato e accettabile che, nelle canzoni, si parli di droga, fighe e soldi. Quando lo facevamo coi Club Dogo, anni fa, ci insultavano. Adesso mi mettono in braccio i figli e mi dicono che sono fan. Il che va bene, perché i bambini fanno muovere il mercato, però se ascoltano roba che non va bene per loro, sono un po’ ca**i dei genitori, non miei. Questa rivoluzione che c’è stata dimostra che nella vita tutto è possibile: Salvini al Governo, un comico che fa un partito, Fedez che pare un genio…”.

Ha dichiarato che la sua esperienza come coach a The Voice 2019 è stata molto positiva: “Agli inizi dell’era talent ero diffidente, poi mi è diventato chiaro che, per esistere musicalmente, o fai rap o partecipi a un talent. Il king assoluto di questa edizione è stato Gigi d’Alessio ma anche io credo di esserne uscito bene. In questi tempi in cui tutto è fake, io ho portato la mia competenza musicale che è vera. In più, ho dimostrato che anche un rapper sa parlare e non dire solo bitch”.

La concorrenza dei nuovi idoli dei teenager è spietata, ma lui non ha paura: “L’ho visto succedere anche ad alcuni miei miti. Io tengo duro, anche se non posso competere con i numeri che fanno quelli che piacciono ai teen: Capo Plaza è cinque volte disco di platino ma mia madre non l’ha mai sentito nominare”.