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Hunger Games, il film conclusivo al cinema

La saga di Hunger Games, che ha reso celebre la giovanissima attrice Jennifer Lawrence, è giunta al suo capitolo conclusivo. Ieri è uscito in tutte le sale italiane “Il canto della rivolta – Parte 2”, che ha lasciato ben pochi spettatori soddisfatti. La trilogia della Collins è stata dal grande schermo suddivisa in quattro film, ma chi sperava che la prima parte del finale fosse solo una piatta introduzione a un film epico ha dovuto ricredersi.

Ben poca suspance in questo capitolo finale: se nei primi due film il tempo era scandito dagli Hunger Games, adesso, senza la cornice dell’arena, i nostri combattenti sembrano un po’ sprovveduti. Katniss si sente sempre più una pedina nelle mani di Snow, ma anche di Plutarch e della Coin. La ribellione sta avendo successo, forse con troppa facilità, e presto servirà un nuovo presidente. Un finale un po’ troppo scontato, anche per chi non aveva visto i libri.

Pochi i momenti clou: il matrimonio di Finnick e Annie, risolto troppo in fretta, l’attacco degli ibridi e le – poche – trappole disseminate per Capitol City. Per il resto, il film si è rivelato abbastanza noioso, e il ruolo riservato alla Lawrence non rende giustizia alla sua bravura. Ma ci sono anche dei lati positivi: la condanna della guerra, che porta sempre e comunque distruzione e morti inutili, anche se si combatte una guerra “giusta” contro l’oppressore Snow; la spettacolarizzazione del dolore, a cui siamo fin troppo abituati e davanti alla quale siamo soliti chiudere gli occhi; la dimostrazione che è davvero difficile combattere il nemico senza perdere un po’, anche, della propria umanità.

Comunque sia, la saga di Hunger Games è giunta alla conclusione. Con un finale poco adrenalinico, dai colori spenti, prevedibile – forse un po’ come tutte le guerre. Perché alla fine della guerra sono tutti dei perdenti, vincitori e vinti.