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Il Buco: genere, trama, metafora e spiegazione del finale

Il Buco è un film horror diretto da Galder Gaztelu-Urrutia molto apprezzato, ma il suo finale ha lasciato interdetti molti spettatori. Come finisce il buco? Qual è il significato del finale?

Il Buco- foto youtube.com

La pellicola è stata presentata in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival del 2019 ed è stato acquistato da Netflix, prima di essere presentato in Europa al Sitges – Festival internazionale del cinema fantastico della Catalogna e in Italia al Torino Film Festival.

Il pubblico spagnolo ha potuto vedere il film nelle sale cinematografiche l’8 novembre 2019 mentre il resto del mondo l’ha visto su Netflix il 20 marzo 2020.

Il titolo horror scritto da David Desola e Pedro Rivero ha conquistato il pubblico, incassando oltre 240.000 dollari al boxoffice mondiale.  

Tuttavia il successo notevole della pellicola non ha dissipato le perplessità sul finale de Il Buco tra metafore e realtà.

Trama del film

Prima di approfondire il finale è bene ricordare la trama del film spagnolo che ha conquistato il pubblico. Che tipo di film è Il Buco? Horror, thriller/sci-fi.

L’ambientazione è una specie di prigione strutturata in livelli numerati e collegati tra loro da un grande buco quadrato al centro. In cima (livello 0) c’è una cucina in cui ogni giorno viene preparata una tavola con tutte le pietanze preferite dai prigionieri.

Queste pietanze vengono assaporate dai prigionieri per pochi minuti al giorno passando da livello a livello mentre due prigionieri sopravvissuti vengono spostati da un livello ad un altro casualmente ogni mese.

Il protagonista della storia è Goreng, un volontario del progetto che decide di entrare munito del libro Don Chisciotte della Mancia nella prigione per sei mesi in cambio di un attestato di permanenza definitivo.

Al 48esimo livello Goreng incontra Trimagasi, un anziano che deve scontare un anno di pena per omicidio colposo. L’uomo gli spiega le regole principali della “fossa”,  facendogli presente che i prigionieri dei piani più bassi hanno poche possibilità di sopravvivere.

Dopo il primo mese, i due si trovano al 171esimo livello e non riescono a consumare cibo: Trimagasi lega Goreng al letto dopo otto giorni e decide di nutrirsi di alcuni pezzi della carne del compagno di cella. Quando l’uomo effettua il primo taglio, però, interviene  Miharu, una donna in cerca di sua figlia. Goreng viene liberato e finisce Trimagasi.

Il mese successivo Goreng si sveglia al 33esimo livello con Imoguiri, una donna con il suo cane bassotto che dice di essere stata la funzionaria che si occupava di scegliere i futuri prigionieri e si è offerta volontaria per il progetto dopo aver scoperto di essere malata di cancro terminale. Imoguiri cerca di razionare il cibo per i prigionieri dei livelli successivi, cercando di far capire ai prigionieri come lasciare sopravvivere gli altri (senza riuscirci). Un giorno Miharu raggiunge il 33esimo livello e uccide il bassotto.

Il mese dopo Goreng arriva al 202esimo livello da solo perché Imoguiri, dopo aver scoperto che i livelli sono molti di più di quanto credesse, si è impiccata. Il protagonista inizia ad avere allucinazioni sulla donna e su Trimagasi.

Il mese successivo Goreng si risveglia al sesto livello e incontra Baharat che prova a raggiungere il quinto livello arrampicandosi con la sua fune. Il protagonista gli confessa di aver calcolato circa 250 livelli totali e prova a convincerlo a scendere con lui per razionare il cibo a partire dal 51esimo livello in modo da far arrivare il cibo all’ultimo piano e dimostrare di aver sconfitto il sistema. Imoguiri, prima di suicidarsi, gli ha rivelato l’obiettivo della prigione: condividere ciò che si ha tra tutti.

Goreng e Baharat scendono lungo la fossa e distribuiscono porzioni ai prigionieri, bloccando chi prova a mangiare più del consentito. Durante la discesa i due assistono all’uccisione di Miharu da parte di un uomo e loro stessi vengono feriti nel tentativo di difenderla.

I due scoprono che la piattaforma non staziona ai piani in cui non c’è nessuno e arrivano al 333esimo livello. Lì il protagonista intravede una bambina e scende dalla piattaforma, perdendo la possibilità di scendere ancora. A quel punto le offre la panna cotta salvata lungo la discesa e capisce che è lei il messaggio finale.

Il giorno dopo Goreng trova il corpo dissanguato di Baharat e porta la bambina con sé sulla piattaforma, ma si ritrova sul fondo della prigione. Lui non può risalire perché, stando a quanto spiegato da Trimagasi, il messaggio (la bambina) non richiede portatore.

Goreng abbandona la piattaforma e si allontana in nome della lotta al sistema, osservando la bambina sollevarsi verso l’alto dalla piattaforma.

Il Buco: le metafore

Il film è pieno zeppo di metafore: i piani della prigione-esperimento rappresentano la stratificazione della nostra società; il cibo è il benessere; la panna cotta è l’ultimo baluardo; la bambina è la speranza.

Il buco stesso è una metafora dell’Inferno dantesco non solo per la struttura verticale.  Quanti piani ci sono nel buco? Ci sono 333 livelli ci sono 2 detenuti per un totale di 666 prigionieri (numero del diavolo). Inoltre il livello 0 è una specie di Paradiso in cui tutto viene supervisionato da un’entità superiore.

A ogni livello corrisponde una storia, ma il finale è lo stesso: l’uomo è un opportunista che gode dei suoi privilegi incurante di chi non ha nulla e diventa violento in una situazione di difficoltà.

Inoltre chi partecipa al progetto vuole ottenere qualcosa in cambio dell’adesione alle regole e ai modelli di riferimento: Goreng vuole l’attestato di permamenza,  Trimagasi vuole la libertà mentre Imoguiri vuole guarire dal cancro.

Proprio come nella vita reale, però, chi non riesce a sopportare la disperazione e la noia rifugge ricorrendo al suicidio.

Anche l’oggetto personale che Goreng porta con sé ha un valore intrinseco: lui è il nuovo Don Chisciotte che viaggia all’interno di un progetto elaborato dalla follia umana e sfida i mulini a vento del capitalismo, pagando con la morte.

Il finale de Il Buco

Il Buco termina con un finale straniante e no sense. Ma qual è il significato del finale? Cosa dobbiamo pensare?

Goreng capisce che le regole della prigione non sono così ferree come tutti credono, visto che trova una bambina mentre l’amministrazione ha dichiarato di non prendere mai minori di 16 anni.

Inoltre il meccanismo spiegato da Trimagasi non è sempre vero: ogni stanza viene riscaldata o raffreddata se i prigionieri provano a conservare il cibo dopo il passaggio della piattaforma, ma non è successo a loro.  

Tuttavia l’intero film, almeno dal secondo mese in poi, potrebbe essere letto come un’allucinazione del protagonista.

Anche la bambina potrebbe non essere reale, visto che non ha un compagno di livello e non ci sono cadaveri intorno. Inoltre, considerando che non arriva cibo all’ultimo piano, la bambina sopravvive bene laddove altre persone sarebbero morte.

Guardandola in chiave allegorica la bambina, invece, rappresenta il segno della fallibilità del sistema e spiraglio di un cambiamento. Insomma rappresenta la speranza ignorata da tutti ma presente.

Ciò nonostante il ritorno di Trimagasi, in veste di guida, ci lascia intendere che al sistema occorre un messaggio e non un messaggero (salvatore o messia).

Goreng resta sul fondo della piattaforma a fronteggiare la probabile morte e proprio come  fondo, come Don Chisciotte si è sacrificato in nome di un’idea, vale a dire la speranza di un cambiamento.