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Inquinamento in Italia: aumentano del 9% i casi di tumore nei bambini e nei teenager

Inquinamento in Italia: aumentano del 9% i casi di tumore nei bambini e nei teenager. Tra le città più inquinate della penisola spiccano Brescia e Taranto. Gli ultimi dati davvero allarmanti e preoccupanti sono stati diffusi dall’ultimo aggiornamento allo studio Sentieri coordinato dall’Istituto superiore di sanità.

Taranto – Foto: Twitter

L’eccesso di incidenza rispetto a coetanei che vivono in zone considerate ‘non a rischio’ è del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, 66% per le leucemie mieloidi acute e 50% per i linfomi Non-Hodgkin.

Chi vive nei siti contaminati da amianto, raffinerie o industrie chimiche e metallurgiche ha un rischio di morte più alto del 4-5% rispetto alla popolazione generale.

Secondo i dati relativi a 45 siti di interesse per le bonifiche inclusi nella nuova edizione dello studio Sentieri, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), in un periodo di 8 anni, si è verificato un eccesso di mortalità pari a 11.992 persone, di cui 5.285 per tumori e 3.632 per malattie dell’apparato cardiocircolatorio.

“Nella popolazione residente nei siti contaminati studiati è stato stimato un eccesso di mortalità per tutte le cause pari al 4% negli uomini e al 5% per le donne. Per tutti i tumori maligni la mortalità in eccesso è stata del 3% nei maschi e del 2% nelle femmine”, ha illustrato Amerigo Zona, primo ricercatore dell’Iss.

Inquinamento in Italia: i siti più pericolosi

Per quanto riguarda la rete dei 45 Sin (ovvero i 45 siti di interesse per le bonifiche), essa comprende i siti maggiormente inquinati d’Italia: Brescia, inquinata dai pericolosi policlorobifenili scaricati dall’industria chimica, il polo siderurgico di Taranto, l’area del petrolchimico di Gela, in Sicilia, le aree portuali e industriali di Piombino e Livorno.